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Noè sull’Arca di Eataly

11 aprile 2014

Schermata 2014-04-11 alle 12.44.17

Dio è proprio ingiusto col povero Noah, che poi sarebbe Noè, che poi sarebbe Russell Crowe. Intanto, gli dà i capelli prima come Paolo Limiti e poi come Shalpy e lo veste tutto di jeans effetto délavé, ché DSquared ci tocca dalla notte dei tempi. Poi lo costringe a scegliere tra essere vegano e senza sorca per portare a termine la sua missione oppure seguire il libero arbitrio. Essendo il film based on The Bible, deve scegliere per forza la prima. L’Arca sembra il nuovo Eataly di Farinetti. Poi ci sono gli angeli caduti, che sono dei robottoni digitali di pietra tipo Fantaghirò ma con la voce di Nick Nolte e il passo dei fenicotteri. Cam, il figlio ribelle di Noè, domanda: «Ma se tutti gli animali sono in coppia, perché io devo stare a spipparmi da solo?». Allora si ribella all’autorità paterna e va in cerca di regazzine, ma l’unica che trova (peraltro in una fossa comune) gliel’ammazza Noè, perché nell’Arca Eataly vegana la sorca non è ammessa, l’umanità è malvagia e non deve sopravvivere nessuno, in confronto The Passion di Mel Gibson era un film senza sensi di colpa. C’è anche Anthony Hopkins – quando c’è della bella roba zarra non manca mai, come i vecchietti alla balera – che qui si aggira per i boschi in cerca di bacche di goji pettinato come Massimo Boldi. Anthony Hopkins è Matusalemme, e ha il potere di far tornare fertile Emma Watson, che la famiglia ciellina di Noè, come se non fossero stati già abbastanza, si è dovuta accollare dopo averla trovata ferita in un villaggio di Tatooine, Star Wars. Quando sa di poter essere ingravidata, Hermione salta addosso a Sem, l’altro figlio di Noè, senza prevedere che se partorirà femmine Noè le dovrà uccidere, ché la specie umana non può sopravvivere, non siamo mica in The Passion, appunto. Ovviamente sono due gemelle, Noè è lì pronto col pugnale, ma poi si ricorda che è dentro un film ad alto budget e decide di risparmiarle. Quando finalmente arrivano sulla terraferma, che poi è probabilmente la Nuova Zelanda, Noè si ritrova coi figli che non lo vogliono più vedere, la moglie che si è rotta del marito peggio di Snack e Gnola e si è messa a fare l’orto, quindi finisce da solo in una grottazzurra vista mare tipo Capri a ubriacarsi di succo d’uva pestato coi piedi due minuti prima però alcolicissimo caipiroska alla fragola sciottino bum bum. Il tutto coi capelli che ormai gli sono diventati lunghi grigiobiondi tipo Richard Branson di Virgin. Alla fine, però, essendo tutti dentro un film ad alto budget, lo riaccolgono in casa e nell’orto (scena di intreccio di mani di marito e moglie nella nuda tèra), e in un epico finale con sfondo di terra di mezzo Noè benedice le due creature femmine (quelle che doveva uccidere) dicendo loro: «Andate e moltiplicatevi!». A occhio, coi membri maschi della famiglia, essendo gli unici uomini sopravvissuti al diluvio insieme alla bufala campana di Eataly.


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