Archive for dicembre 2013

«La creazione di una grande compilation, così come una separazione, richiede più fatica di quanto sembri»/5

19 dicembre 2013

La Quinta Famigerata Classifica (film usciti in Italia tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2013)

1. Lincoln, di Steven Spielberg
2. La vita di Adèle (La vie d’Adèle), di Abdellatif Kechiche
3. Un castello in Italia (Un château en Italie), di Valeria Bruni Tedeschi
4. Gravity, di Alfonso Cuarón
5. Dietro i candelabri (Behind the Candelabra), di Steven Soderbergh
6. Sugar Man (Searching for Sugar Man), di Malik Bendjelloul
7. La migliore offerta, di Giuseppe Tornatore
8. Il caso Kerenes (Pozitia copilului), di Calin Peter Netzer
9. Che strano chiamarsi Federico, di Ettore Scola
10. Miele, di Valeria Golino

Civoto

5 dicembre 2013

Avevo pensato di scrivere una faccia da schiaffi del tipo «Pensionati che guardano i cantieri per Cuperlo» (ma mi han detto che sarebbe stata un fake del fake: pare che i cigiellini contattati via mail non avessero neanche il pc); oppure «Asili nido per Renzi» (altro che sfruttamento dei ragazzini alle Feste de l’Unità, e so per esperienza diretta di che parlo).

Ma poi mi son detto che no, io guardo a Obama (più che altro al presidente Grant di Scandal): in politica valgono solo gli endorsement (o le schede elettorali truccate: in fondo un po’ me lo auguro sempre).

Alle primarie di domenica voterò Pippo Civati non perché abbiamo scritto insieme un libretto ieri molto ben recensito e ora perculato dai giornalichecontano (anche se è fuori catalogo), né per il viaggio in Mali che oggi sicuro ci avrebbero chiamati per Mission, il reality umanitario con Al Bano che mi son perso ieri sera.

Voterò Civati perché è il miglior candidato possibile.
Perché mi piace essere maggioranza, ma voglio arrivarci con la gente giusta.
Perché se è vero che non cambia mai niente, bisogna (bisognava) ascoltare chi le soluzioni le aveva proposte.
Perché di fronte ai civatiani più integralisti divento renziano, ed è giusto così.
Perché l’economia e i diritti vanno insieme, e chi non lo capisce cambi canale.
Perché sono di sinistra, e voglio continuare ad esserlo.
Perché ho tenuto in braccio Nina, anni uno, e dobbiamo pensare anche a lei.
Perché è l’amore ai tempi del Pd: forse possiamo sperarci ancora.


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