Archive for luglio 2012

Massimo D’Alema dovrà pure finire su «Forbes», un giorno

24 luglio 2012

«Ma la campagna di Bersani alle Feste Democratiche, no, dico, l’hai vista?»
«Ma dai, è il paese reale, le sciure emiliane col grembiule, i pensionati che grigliano costine…»
«Per favore. Ci hanno illuso per quarant’anni che quello fosse il paese reale, poi alle Feste de l’Unità ci venivano giusto per tre giri di liscio, e alle elezioni tutti a votare Lega.»
«Ma che negatività. È solo che i tempi sono cambiati, la gente è cambiata: non c’è più spazio per la pesca dove con una piccola sottoscrizione ti portavi a casa un tostapane, figuriamoci per i dibattiti politici.»
«Ci vuole qualcosa di nuovo. Un gadget.»
«Sì, una cosa un po’ vintage, la nostalgia funziona sempre.»
«Guarda J.Lo: ha rilanciato la Lambada ed è diventata la star più influente del mondo.»
«Ammazza, come sei sul pezzo, sicuro che ti occupi di comunicazione per il Pd?»
«Stupido. Piuttosto, pensa: ‘sta cosa di D’Alema che dice al Pdl di collaborare sulle riforme…»
«Eh.»
«Eh cosa. Non capisci? È solo una Bicamerale travestita.»
«Il gadget vintage!»
«Quando vuoi sei sveglio.»
«Ma sì, hai ragione, serve questo al popolo democratico. Bisogna solo trovare il modo di venderglielo.»
«Alleghiamolo a Italianieuropei, come fa Gente con le infradito. “La Bicamerale in quattro bellissimi colori moda”: non suona bene?»

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Come se al bar non sapessero tutti che Luca è ancora gay

3 luglio 2012

Chissà perché i coming out del vicino son sempre più verdi – si prenda ad esempio il postatissimo (ieri) «I love, and I am loved» di Anderson Cooper. Cioè, io lo so perché, tutti sappiamo perché. Perché di qua sarà sempre una chiacchiera da bar, di là un tweet di Ellen Degeneres, ché nei loro bar di provincia non si chiacchiera, non si legge niente, forse il glamour cosiddetto dipende anche da questo: di qua tutti ct, figuriamoci se non anche sociologi, di là l’autoreferenzialità delle conventicole newyorkesi.
Ma comunque. Il punto di partenza, quando si parla di diritti e leggi relative, anche in questo paese, sì, pensa un po’, altro che Vaticano; dicevo, il punto di partenza è sempre il fatto che nella realtà le cose vanno un po’ più veloci di quanto farebbe comodo a un Fioroni qualsiasi. Per dire: si contino i casi di figli ripudiati oggigiorno dai genitori perché conviventi e non sposati con il partner. Per dire: si contino i casi di figlie ripudiate oggigiorno dalle madri dopo aver abortito (i medici ciellini che invece non sono stati ripudiati mai, vabbè, quella è un’altra storia). Per dire: ai concerti di Tiziano Ferro ci sono ancora più etero che gay, non sarà il primo Cecchi Paone a sfollare i parterre.
Per dire: l’altro giorno, sul pullman che mi portava in campagna, due sciure che tornavano al paese parlavano di tutto ciò che era accaduto in settimana; l’Italia negra e fiera di Balotelli, certo, ma anche la copertina di «Oggi», settimanale Rcs per famiglie, con la figlia di Chiamami Ancora Veltroni (pardon: Vecchioni) e la sua fidanzata e le loro gemelline neonate. Ed era un endorsement vero e spontaneo, dalla Val Tidone, un «Come sono belle, com’è contento il nonno», pareva parlassero della vicina in cortile. Si chiudeva con un «Ormai capita di tutto, chissà che cosa vedremo in futuro»: ma una chiacchiera da bar, in fondo, bisognerà pur concederla ancora, a questo paese.


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