Archive for giugno 2012

Ripartiamo dalla cultura (scarica il testo integrale della mozione in pdf)

18 giugno 2012

E proprio stamattina, mentre guardavo col mio solito tempismo la numero uno di Aniene 2 sputando il caffè sullo schermo del Mac, proprio dopo il pezzo sulle primarie del fantomatico Partito Democratico della fantomatica Torneggio, ecco, proprio in quel momento mi è arrivata la solita newsletter dei deputati del Pd-quello-vero, “tema caldo” (direbbe qualcuno) la legge anti-corruzione: «È vero che il Pd avrebbe approvato misure ancora più nette ed efficaci, ma non si può dimenticare che non abbiamo in questo Parlamento i numeri per far diventare legge tutte le nostre proposte»; e «Dobbiamo fermare la crisi finanziaria e questo possiamo farlo solo integrando la politica e l’economica dell’Europa: occorre un cambio di passo importante perché dobbiamo combattere per una diversa visione dell’Europa, occorre che l’Unione trovi una voce assertiva nei confronti dei mercati», subito seguito dal “ma anche” «Noi garantiamo l’azione del governo con piena e leale convinzione: ci siamo assunti la responsabilità di una mediazione molto difficile nel paese e non verremo meno al nostro impegno». E non dico un corso di comunicazione, ché le iscrizioni a parteciparvi sono chiuse dal 2007. Ci vorrebbe un ingaggio da parte di Beppe Caschetto, altrimenti si finisce come quell’altro personaggio là, il comico che, senza più il Silvio in circolazione, cosa vuoi che abbia da dire ancora.

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«Meglio frocio che fascista» è un’invenzione della sinistra, del resto

13 giugno 2012

Posto che un calciatore, in campo, può dare del frocio a chi crede; o anche del negro, dello zingaro, del bastardo, dell’obeso, al massimo si prenderà una testata e pace. Posto che chiunque può insultare chiunque come vuole. Posto che prendere sul serio un’uscita di Cassano è come credere che Antonella Elia sia un fine economista (no, ho sbagliato esempio: io credo che Antonella Elia sia un fine economista). Posto che è sicuramente molto più infido e dannoso il cecchipaonismo del “chi si è fatto chi” da spogliatoio. Posto tutto ciò, è vero che dalle altre parti ci saranno i teocon, i picchiatori neonazi, tutto quello che volete, ma è altrettanto vero che, le cronache correnti alla mano, l’immagine dell’Italia esportata dalla Nazionale è quella di un paese dall’omofobia neanche troppo strisciante, dove – penso a interviste recenti a [chi le ha lette lo sa] – è ancora tutto un «perché dovrei fare coming out quando poi mi danno del frocio senza che io abbia fatto fallo a nessuno?». (Posto anche che di là l’endorsement pur elettorale ai matrimoni omosessuali, di qua i Fioroni che si candidano alle primarie del principale partito di centrosinistra. Ma questa è un’altra, ehm, insomma, storia.)

Stupenda, chi è: Fossati?

6 giugno 2012

Da un amico in vacanza alle Eolie mi è arrivato questo messaggio: «C’è qui Lidia Ravera che blatera su artisti e dischi di vinile. E anche “assessori alla cultura”». E ho pensato che sta tutto lì, nei cicli che eternamente ritornano, nei congressi che «mi si nota di più se lo faccio o se non lo faccio?», nei pur comprensibili dalemismi per cui «si vota solo quando lo decido io», nei rigurgiti di femminismo che diventano Se non ora quando per il tempo di una collezione Birkenstock primavera/estate, nei transfughi da un Rutelli all’altro che si fanno intervistare come le starlette sui rotocalchi, nei «massì, lasciamo fare ai tecnici finché ci sono, ché a Capalbio è già cominciata la stagione», perché tanto è estate, la gente è stufa, non si accorge di niente, non c’ha né voglia né tempo, neanche per l’antipolitica.
È un mio pallino, lo so, ma lo ripeto: con questa gente uscita da Ferie d’agosto non vinceremo mai.


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