«Caterina va in città» dovevano girarlo a Milano

Penserete che la domanda con cui un milanese classifica definitivamente chi ha di fronte sia la seconda che fa: «Che cosa fai?». Laddove ci si aspetta una risposta che va dall’interior designer al CEO di Macintosh.
(La prima è, banalmente, «Come ti chiami?», ma non fa testo, anche se ovviamente Federico è meglio di Carmelo, per dire.)
Penserete che la domanda con cui un milanese eccetera eccetera sia la terza: «Ma sei di Milano?» (con inevitabile appendice: «Milano Milano?»). Laddove rispondere cose come «Sì, son di Precotto» significa, agli occhi del milanese, Non Essere Di Milano.
No. La domanda con cui un milanese eccetera eccetera è la quarta: «Che liceo hai fatto?». Laddove non conta solo il fatto che ancora vinca sempre «classico» su «scientifico», conta proprio il liceo specifico: rispondere Tito Livio vuol dire una cosa, e Parini un’altra, e Berchet un’altra ancora.
(Ieri mi hanno ricordato che ho fatto lo stesso liceo di Bettino Craxi, con cui già condivido il giorno di nascita. Mi sono preso paura.)

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Una Risposta to “«Caterina va in città» dovevano girarlo a Milano”

  1. Ilaria Says:

    …solo perchè ti ho detto “sono nata al Buzzi” quando mi hai chiesto “di dove sei?”
    Essere milanesi è uno state of mind !
    Firmato: una milanese che se n’è andata e che non vede l’ora di tornare

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