Non succederà più (che mi alzo alle nove per andare a vedere Ozpetek)

Dopo aver visto Happy Family meets «Vedo la gente morta» meets Midnight in Monteverde Vecchio; dopo aver visto il povero Elio Germano cantare Patty Pravo, la barbie di Raffaella Carrà sulle note di Claudia Mori, Platinette stravestita tra le travestite modello sartine cinesi di Gomorra; dopo aver visto saccheggiare Almodóvar e Wong Kar-wai, per citare solo i vivi; dopo aver visto fare il nome di Greta Garbo, Marlene Dietrich e Blanche DuBois nel giro di tre minuti; dopo aver visto ricette di polpettone con l’uovo della nonna e novelli Siddharta di Martina Stella lasciati sotto il tergicristallo; dopo aver visto la Proclemer pontificare sul valore della bellezza in un contesto che non si allontana di molto da I Cesaroni; dopo aver visto, insomma, Magnifica presenza, le conclusioni sono: che Ozpetek nei suoi cosiddetti “film della maturità” sfoggia i riferimenti culturali di un immigrato calabrese gay diciannovenne a Milano che va al Plastic tutti i sabato sera; che Il bagno turco al confronto era Bergman; che alla prossima anteprima sarò una magnifica assenza.

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5 Risposte to “Non succederà più (che mi alzo alle nove per andare a vedere Ozpetek)”

  1. luigilocatelli Says:

    concordo (e io che oggi mi sono alzato alle otto per vederlo qui a Milano)

  2. theselbmann Says:

    oddio mi hai tolto la voglia di andare al cinema 😀

  3. brunella Says:

    da non vedere quindi!!!!!!!!
    Però io ero venuta sul blog per sapere qualcosa di THE LADY…….!!!

    bru

  4. Pietro Pontechievello Says:

    Mi sembra un commento molto approssimativo e frettoloso.
    Sono d’accordo anch’io sul fatto che questo non sia di certo il migliore di Ozpetek: la cosa che mi ha fatto molta rabbia sono le numerose storie non sviluppate, i personaggi non rivelati completamente, la trama che pare statica.
    Ma poi pensandoci bene credo che tutto questo sia voluto, per rendere questa sensazione dello sfumato, dell’onirico.
    Solo un personaggio sbiadito come quello di Pietro è capace di vedere i fantasmi, solo lui ha la possibilità di condurre una vita quasi non umana; tutto così aggrovigliato, così non raccontato, senza una conclusione.
    Concordo sui riferimenti un po’ sparsi a caso ma concludo dicendo che, nonostante sia un 24enne calabrese gay emigrato a Milano, non sono mai andato al Plastic e che le generalizzazioni mi sembrano sempre un po’ patetiche.

  5. The Emerald Forest Says:

    Sì, in effetti è un po’ una scopiazzatura in una bella confezione in fin dei conti… però quelle parti si possono guardare, quelle terribili sono quelle scritte palesemente da Ozpetek e piazzate lì a buffo, per fare film alla Ozpetek

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