La strada per le stelle, o quello che volete

Più di tutto, dover subito chiedere, confermare, specificare che sì, era vero per davvero. Non per la paura che fosse una di quelle bufale che hanno fatto morire Paolo Villaggio ventisei volte. Era, fin dai primissimi link, il segno che Lucio Dalla non poteva andarsene così, beffando tutti una mattina di marzo. Il social network è arrivato prima dei coccodrilli non ancora pronti, con la sua gara a condividere la canzone più off, mica si può andare di Caruso, ci vuole, che so, Corso Buenos Aires. C’è stata, fin dall’inizio, la retorica delle morti famose e immediatamente postabili, ma anche il fatto che mancherà a tutti: era transgenerazionale più degli altri, perché era un cantautore che non suonava le cose dei cantautori. Il suo giorno era il 4 marzo 1943, lo sanno tutti, il mio anno il 1983, non interessa a nessuno. Quando uscì Cambio, quello di Attenti al lupo, comunque non il più indimenticabile dei suoi dischi, io avevo iniziato da poco le elementari. Me lo ricordo più di molti altri. Ricordo la musicassetta nell’autoradio, e io che mi sgolavo su «Denis balla come un animale, è al centro esatto della musica».

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Una Risposta to “La strada per le stelle, o quello che volete”

  1. Dalla | Ludik – di Luca Di Ciaccio Says:

    […] Ricordo la musicassetta di “Cambio” nella macchina di mio padre, quella dove allora non ero l’unicobambino che si sgolava su “Denis balla come un animale, è al centro esatto della […]

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