Lettera a una regista mai nata

Cara Cristina Comencini,
non le scrivo questa lettera per costituirmi, non considerandomi colpevole di nessun reato. Mi preme solo dirle, in tutta serenità, che sono uno di quei giornalisti che, alla proiezione stampa veneziana del suo film Quando la notte, si sono fatti più di una risata. Non stavo cercando di fuggire dalle mie emozioni, come si leggeva nel suo rimprovero a noialtri: le chiedo solo gentilmente di non dirmi quando devo ridere e quando piangere. Faccio questo mestiere da un po’ di anni, non scrivo per una fanzine del Signore degli anelli, mi reputo sufficientemente avveduto da azionare il dispositivo della risata (foss’anche involontaria) laddove la situazione lo richiede, e le assicuro non succede spesso. Non mi dica che è mancata l’immedesimazione: non ho mai sofferto di depressione post-partum, è vero, né sono stato abbandonato da mia madre da piccolo, è vero, né mi sono rotto la gamba cadendo in un crepaccio altoatesino, è vero, ma se è per questo non ho neanche mai fatto marchette per la strada, e se dovessi rivedere ora per la trentottesima volta Un uomo da marciapiede mi metterei a caragnare lo stesso. Non è nemmeno questione di pregiudizio: non penso a lei come figlia di, moglie di, sorella di, donna, madrechelavora, femminista 2.0, bionda naturale, magra naturale; penso a lei innanzi tutto come regista di brutti film con brutti copioni. Credo solo che, in un concorso in cui figurano delle robe meravigliosissime firmate Cronenberg e Sokurov, il suo film faccia l’effetto di una Clio a una corsa di Formula 1, di una Kinder Fetta al Latte davanti a una sacher di Demel, di una… insomma ci siamo capiti. Non leggerò le interviste che rilascerà alla fine della Mostra (perdoni la franchezza, ma pur non amando il presidente Aronofsky mi auguro non le assegni un posto nel palmarès): non voglio saperne di altri micheleplacidismi, marcobellocchismi, nemoprophetainpatrismi, a-noi-italiani-a-Venezia-ci-trattano-malismi. Volevo solo dirle queste poche cose, e adesso la saluto: vado ad arruolarmi per la Guerra di Secessione, così poi le mie emozioni di fronte a Via col vento saranno pienamente giustificate.
Con immutata disistima,
M.C.

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18 Risposte to “Lettera a una regista mai nata”

  1. brandavide Says:

    mi pare il minimo.

  2. farfallinas78 Says:

    Troppo forte!!!

  3. ade Says:

    lei e’ il mio mito!!!

  4. bt Says:

    scusa ma cosa significa caragnare?? bravo!

  5. shylock Says:

    strano non abbia detto: ve la prendete con me perché sono una donna. ma magari l’ha pure detto ed io non l’ho sentita

  6. goldylocks75 Says:

    Tra lei e Marco Bellocchio ce ne passa, permettimi. Il paragone proprio non regge.

  7. GiulioL Says:

    Io penso che se ad un critico o un giornalista non piace un film sia legittimo criticarlo (e’ il suo lavoro) pero mettersi a ridere (e a deridere) platealmente ad una visione riservata alla critica…… e’ offensivo per chi ha lavorato ad un film. Il passo successivo e’ lanciare i pomodori e picchiare i registi che non ci piacciono ? No? e non sono un simpatizzante della comencini. Ho visto un solo film (quello con la mezzogiorno) e non mi e’ nemmeno piaciuto…ma non ridevo quando lo guardavo.

  8. giorgio Says:

    io a quello con la mezzogiorno ho riso un sacco nei momenti drammatici, anzi mi sono stupito quando mi sono reso conto che la regista era la stessa di questa notizia; evidentemente è proprio la sua cifra stilistica.

  9. Qohelet Says:

    Ho visto qualcuno dei suoi film e, in effetti, mi sembra abbia la tendenza ad andare sopra le righe. Ho l’impressione che si voglia ispirare alle atmosfere casinara di alcuni film del padre degli anni ’70 (“Il gatto”, per esempio), ma i tempi cambiano e non si può rifarsi a modelli tanto distanti senza aver la capacità attualizzarne forma e contenuti adeguatamente. “Il più bel giorno della mia vita” mi era piaciuto, però. Vedremo questo.

  10. ch. Says:

    caragnare dialettale per piangere.

  11. Post di oggi 9 September 2011 | Rassegnata stampa, opinioni non richieste di Simone Grossi Says:

    […] a una regista mai nata Lettera a una regista mai nata Source : mattiacarzaniga.wordpress.com Cara Cristina Comencini, non le scrivo questa lettera per […]

  12. domitilla Says:

    io come donna mi sento estremamente lontana da tutta l’ideologia di sinistra della comencini e dai suoi terribili film. premetto che sono un antiberlusconiana e ideologicamente di sinistra, ma ieri l’unico giornale che parlava in maniera realistica del suo film era di libero!
    repubblica la difende, ma perchè? a me queste donne di se non ora quando mi fanno cagare, il problema che berlusconi non fa crimini contro la donna ma contro l’umanità, perchè devono scendere le donne in piazza? quando un omosessuale viene aggredito il leader dell’associazione gay si fa sentire ed è qui lo sbaglio, tutti dovrebbero farlo, se continuiamo a fare distinzioni di generi non saremo mai liberi. per tornare al film, la signora è solo una figlia di papà viziata e borghese cresciuta ai parioli che vuole mettere in atto delle sue supposizioni stereotipate della nostra società e vendercele come reali. ma mi chiedo: la signora è un’antropologa? chi cavolo sei eh? e poi un presunzione maggiore fare il film del suo romanzo, ma ti pare?? solo il genio di Haneke può fare 2 volte funny games secondo me. per non parlare del marito produttore..lasciamo stare.. e poi noi poveri mortali che si vuole fare un progetto siamo sempre senza una lira!

  13. GiulioL Says:

    Ma si giudica un film o l’ideologia della regista? se si ha pregiudizio nei confronti della Comencini come si fà a guardare un film serenamente?…e comunque a tanti piacciono i suoi film. Una mia amica era entusiasta di quello con la mezzogiorno.

  14. darietta Says:

    riferendomi a chi ha scritto la lettera volevo dirgli che la sua esperienza in questo campo non giustifica la maleducazione e la cattiveria concentrate in quelle tristissime risate….. ci sono persone che hanno lavorato per mesi a questo film e che non meritano di essere offese così gratuitamente da chi non ha una particolare simpatia per la regista!!!! e comunque fattelo dire, se le hai anche scritto una lettera (pessima!) “sprecando” il tuo tempo vuol dire che la comencini ti provoca delle emozioni così forti che non riesci a tenerti dentro!!!! quindi Grande Cristina!!!!!!!

  15. rebirth010 Says:

    non ho visto il film, ma ho letto il suo libro
    ho fatto fatica ad arrivare all’ultima pagina, tant’era noioso e superficiale
    tutti gli importanti temi che l’autrice dice (nell’intervista che ho visto in TV) di aver messo nel suo testo, beh…io li ho percepiti come solo superficialmente e banalmente accennati
    una volta chiuso il libro, ho pensato: “ne farà un film…” e così è stato, purtroppo
    l’importanza di chiamarsi Comencini

  16. Giacomo Brunoro Says:

    Il commento di Domitilla sintetizza in pieno la cifra stilistica (sic!) della Comencini.

  17. paulbratter Says:

    a uno gli viene da ridere e magari si trattiene… ma poi si domanda:”se non ora quando?”, e giù a sghignazzare!!!!

  18. Paolo Zardi Says:

    C’è un pizzico di cattiveria, in questa lettera/post, ma credo che nel momento in cui si produce qualcosa – un film, un libro, un quadro – si debba anche avere la forza di ricevere risate, fischi e pomodori. Se, ad esempio, i cantanti lirici italiani sono considerati tra i migliori del mondo, lo si deve anche alla severità del pubblico, che ha sempre usato il proprio diritto di critica, per quanto feroce questo potesse essere.
    Se io fossi la Comencini, prenderei questa lettera, la stamperei e me la attaccherei in camera, e ogni mattina, rileggendola, mi direi: “vediamo se con il prossimo film riesco a convincere questo signore che si stava sbagliando”.

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