Archive for agosto 2011

Pisapia ha rubato le idi di marzo

31 agosto 2011

«Non si possono confondere conti pubblici con conti privati.»
Può capitare di sbagliare carta di credito, come è accaduto a Del Bono.
«No, ho solo la mia carta di credito personale nel portafoglio, non posso sbagliare. Le spese del Comune passano attraverso la segreteria.»
(dall’intervista di Concita De Gregorio a Giuliano Pisapia, Repubblica di oggi)

Ryan Gosling, che nelle Idi di marzo di Clooney non è Del Bono ma uno stratega elettorale molto abile e molto liberal, vuole prendere i soldi del partito per risolvere una brutta questione diciamo personale.

«Nessuno dovrebbe avere troppo a lungo a che fare col potere. […] Due mandati al massimo, senza deroghe. Rotazione della classe dirigente. Cambiamento.»

George Clooney, che nelle Idi di marzo di se stesso medesimo è un governatore molto abile e molto liberal, punta alla Casa Bianca e ci si vuole piazzare da subito non per quattro: per otto anni.

«[…] Ci sono tante persone che millantano. Poi ho chiesto a lui [Pierfrancesco Maran, assessore ai trasporti], l’ho ascoltato e credo al fatto che non abbia ascoltato nessuna pressione.»

I democratici statunitensi in generale, che nelle Idi di marzo di Clooney sono molto poco abili e molto poco liberal, subiscono pressioni da chiunque millanti qualunque cosa.

Conclusione 1: Clooney non legge le interviste a Pisapia.
Conclusione 2: Clooney ha girato il biopic di Penati. No: della Questione Morale.
Conclusione 3: Clooney non è più il democratico di una volta.
Conclusione 4: Clooney ha passato davvero troppo tempo in Italia (le battute sulle minorenni incinte che manco Ruby Rubacuori).
Conclusione 5: Le idi di marzo è bruttino, ma se ne riparla a gennaio.

Non è un paese per dreamers

24 agosto 2011

Era tutto lì. L’avevo lasciato quanti anni fa?, non so. L’ho ritrovato ieri sera, su uno schermo diventato improvvisamente grande. Tutto, lì. Il conformista di Bertolucci ha tutto, anche i difetti. Ieri qualcuno mi ha detto: a volte è un set allestito perfettamente, ma senza tensione drammatica; a volte non ci credi; a volte schecca. A volte dice tutto. Dice tutto Trintignant, prendi la sua faccia e scrivici sopra quel che vuoi, guardalo stretto nella morsa del ballo di chi è cieco davvero e di chi vede tutto e però sta al buio. Dice tutto la Sandrelli, che mica mi ricordavo c’aveva la parte scritta così bene, con la sua follia inconsapevole e geniale costretta dentro quel piccoloborghesume che non si merita. Dice tutto Gastone Moschin, il milanese che vuole ammazzare non solo il sabato. Dicono tutto i colori di Storaro, e la confessione consegnata alla pruderie pretesca, e i matti all’Eur, e la foto di Stanlio e Ollio attaccata alla vetrina parigina, e il morbido Delerue là sotto. Dice tutto quel qualcuno che dice: «Vorrei vedere come cade un dittatore». Dice che sono ancora tutti lì, a non accorgersi che le teste di chi li ha illusi della loro normalità sono già cadute.

Un paese di statisti, economisti, barzellettieri della Settimana Enigmistica

10 agosto 2011

Dialogo in spiaggia, da qualche parte in provincia di Olbia.

Marito: «Io pretendo che un vu cumprà in spiaggia mi dica che quello che vende è contraffatto.»
Moglie: «Eh?»
Ma: «Non capisco perché debba vendere roba falsa senza pagare le tasse, mentre io pago fino all’ultimo centesimo.»
Mo: «Certo, perché poi gli immigrati non pagando le tasse guadagnano diecimila euro al mese e si fanno la villa con la piscina…»
Ma: «Lo vedi che sei una deficiente? Una deficiente comunista.»
Mo: «Non sono mai stata comunista.»
Ma: «No, infatti, sei una sinistrorsa del cazzo… Una finta sinistrorsa del cazzo
Mo: «Quindi? Qual è la soluzione?»
Ma: «Se la Guardia di Finanza sequestrasse tutta ‘sta roba taroccata che passa sulle spiagge…»
Mo: «Il sequestro all’acquisto non serve a niente. Poi finisce tutto nei magazzini della Guardia di Finanza. Anzi, poi la Guardia di Finanza ci lucra pure sopra…»
Ma: «Sei ignorante come una capra
Mo: «Sarò ignorante, ma tu sei un lurido verme. Tu fai la voce grossa coi deboli, con gli immigrati… Alle mie amiche avvocate non contesti mai niente, mentre le mie colleghe che non guadagnano neanche mille euro al mese le tratti come delle deficienti.»
Ma: «»
Mo: «E tua madre… Non fa che sparare stronzate ma per te ha sempre ragione… Io guarderei la mia famiglia prima di dare della capra agli altri.»
Ma: «Comunque non hai capito quello che volevo dire. Io pretendo che un nero in spiaggia mi dica che quello che vende è falso.»
Mo: «Ma perché, dovrebbe essere vero? L’hai sentito, ha detto che prende le cose a Napoli…»
Ma: «Vedi, sei tu che sei in cattiva fede. Che poi, se ‘ste cose venissero tassate magari l’Italia non sarebbe così in rosso.»
Mo: «Ma per favore. Lo vuoi capire o no che è un problema molto più grande? Che le cose non cambieranno mai?»
Ma: «Ma stai zitta, deficiente. E vai a chiamare le tue figlie, che sono più deficienti di te.»

Fango e marmellata

2 agosto 2011

Stamattina mi è arrivata questa lettera dalla segreteria di un imprecisato Pd locale: «Questi ultimi mesi ci hanno dato risultati importanti nelle Amministrative, ma in questi ultimi giorni la convinzione di un Partito Democratico in salute si è dovuta confrontare con molte questioni, particolarmente con la crisi della politica, l’incapacità di dare nuove risposte credibili e l’urgenza che l’attività politica sia ripulita con verità e giustizia dal fango che l’ha macchiata». Poco prima avevo letto dei verdoni trovati dentro casa (mica come me, che ogni volta apro il libro dello scrittore statunitense del secolo scorso in cui tengo i soldi e non trovo niente), delle cartellette dove non ci si faceva problemi a scrivere nomi e soprattutto cognomi, di Stalingrado San Giovanni, poltrone, mattoni, traversine ferroviarie. E pensavo che nei giorni scorsi mi chiedevano: ma si sapeva? Ma si sapeva e si faceva finta di niente? Ma perché la questione morale scoppia sempre a ferragosto? Ma ‘sta cosa dell’egemonia se non più culturale ancora intellettuale per cui a sinistra si ruba sempre meno o sempre meglio? Ma, posto che dall’altra parte lo sappiamo tutti chi c’è, perché di qua dobbiamo fare quelli che la Macchina Del Fango, quando invece bisognerebbe riconoscere – spalle basse e testa china – che è solo una banalissima questione di Mani Nella Marmellata?


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