Chiamami ancora conventicola

Quello che dicevo qualche giorno fa lo potrei (quasi) copincollare oggi per l’intervista del Professor Vecchioni chez Fazio. Tutta un sinistrismo gongolante per la vittoria sanremese ma che non lo deve dare a vedere, ché in società fa brutto, meglio mascherare con un po’ di paraculismo una lunga coda di paglia pronta a prendere fuoco. E dunque, la canzone non è pop: è popolaresca; non è retorica: è sentimentale; non è studiata a tavolino: è ermetica; è perfetta per l’Ariston, ma (vado a memoria) «quando ho pensato di portarla a Sanremo mi sono guardato allo specchio e mi sono sputato in faccia», che bisogna essere dei veri ingrati. Ma il momento saliente è stato quando il Prof. ha fatto una cosa né pop né retorica, solo poco elegante: la promozione del libro di sua moglie in diretta tv, con tanto di nota di merito per la bella prosa e citazione dei vari premibancarella vinti. E non era un momento popolaresco, o sentimentale: era solo un sergiocastellittismo di cui, sinceramente, non avevamo bisogno.

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3 Risposte to “Chiamami ancora conventicola”

  1. Isa Says:

    Meno male che tu hai detto una parola su Vecchioni e Bordone ha detto una parola su Servillo, perché tutto questo silenzio mi pareva strano.

  2. Qohelet Says:

    Fazio, Vecchioni: dio santo, che tristezza.

  3. dario Says:

    vorrei tanto trovare la frase witty perfetta, ma continuo tornare al concetto che vecchioni è un uomoemmerda.

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