Sparami addosso, bersaglio mancato

Il Paese si capisce dalla conferenza stampa del Festivàl: voci fuori campo che «Aoooo’!»; microfoni con le batterie che si scaricano; Morandi e Mazza che si passano bigliettini; impasse generale alla domanda «Ma il pezzo di Gianni Bella che canterai è inedito?»; Belén che si controlla le punte. Ma soprattutto, la cosa che tutti sappiamo: il problema di questo Paese non è la legge elettorale, ma il regolamento di Sanremo. In un quarto d’ora di dettagliatissima spiegazione, non sono riuscito a capire il nuovo sistema grazie al quale orchestra e giornalisti accreditati permetterebbero a canzoni che altrimenti il televoto lascerebbe fuori di arrivare ai piani alti della classifica, «se no succede come coi Negramaro quando esordirono», in effetti un’ingiustizia per cui tutto il popolo italiano ancora non ci dorme la notte. E niente, non è tanto la riconferma dell’eterna vocazione proporzionale di questa Repubblica. Quanto il fatto, così terribilmente antidemocratico, che non si facciano mai le primarie per decidere chi e come lo deve cambiare, questo regolamento.

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Una Risposta to “Sparami addosso, bersaglio mancato”

  1. labionda Says:

    Isteria collettiva. E poi questa edizione non prevede la mora e la bionda, ma la mora e la mora. E per me, come si può ben capire dal nick, è una vera ingiustizia.

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