We have this concept of serendipity—humans do

Deviazione durante il viaggio. Leggevo su Time il pezzo di Lev Grossman sulla “person of the year” Mark Zuckerberg. (A parte che il fondo di Stengel che lo anticipa s’intitola Only Connect, e io mi sono sentito molto pioniere e molto orgoglione, ma questa è un’altra storia.) Dicevo, o il pezzo – comunque strafigo, serve dirlo? – è sbagliato o Zuck è un vero genio. Ché Grossman è tutto un «ma il film non c’entra con la persona che ho di fronte, il film parla di disadattati, ma che dico di handicappati relazionali, e invece Mark è un giovialone, uno che ti farebbe da testimone di nozze domani, uno che vuole solo l’amore universale, e bla bla bla». Leggendo Zuckeberg che, eletto persona dell’anno, si smarca dall’immagine di mostro sociopatico e fa apposta a dire che grazie a lui il mondo è finalmente «serendipitous» come dovrebbe essere, ho pensato che quella vera tra le due ipotesi è la seconda. E ho fatto la mia ola personale, steso tappeti rossi, levato cappelli, di fronte all’unico vero genio del nostro tempo.

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