Non fiducia, punti fedeltà

Ero rimasto alla signorina Bindi Rosy, attuale presidente del maggiore partito d’opposizione, che interveniva in Aula attaccando con «Riconosco che il Presidente del Consiglio è stato un grande protagonista della vita politica e culturale di questo Paese». Flashforward. Il bello di essere stati impegnati mentre il governo non si decideva a cadere è stato, in ordine sparso: non capire per 48 ore quel che accadeva sul social nèttuorc; ricevere link con protagonista il più sopravvalutato del secolo scorso che paiono indecifrabili; non volersi occupare del perché di tutto quel ferro e tutto quel fuoco; chiedersi chi siano quei Polidori e quegli Scilipoti che tutti vanno citando (fortuna, per una volta, mi ha aiutato quell’altro sopravvalutato di Crozza). Il bello di essere stati impegnati mentre il governo non si decideva a cedere è svegliarsi due giorni dopo e accorgersi che in realtà il mondo è quello di prima. E l’unica fiducia che resta sono i punti fragola dell’Esselunga. Con l’egemonia culturale intatta, andrò a dare i miei bollini in cambio di qualche bicchiere.

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2 Risposte to “Non fiducia, punti fedeltà”

  1. Attilio Says:

    Blasé.

  2. Alice Says:

    Io poi ne ho pochissimi, di punti fragola 😦

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