Tagging the idea

Come si riconosce se un film è epocale? Dico: il suo grado di viacolventismo. Come si dimostra che è generazionale? Dico: il suo americangraffitismo. Come se è contemporaneo, insomma che non sarebbe potuto uscire se non in quel preciso momento, perché era fatto per cambiare le cose, mica per tirar su qualche dollaro? Dico: il suo illaureatismo. Si riconosce dal fatto che è scritto da dio? Sì, anche. E diretto e recitato in modo altrettanto superiore? Be’, ovvio. Dal fatto che tutti ne parlano? Boh, probabilmente. Se è così, almeno un po’, allora d’ora in poi si dovrà usare socialnetworkismo, e starà per “film che parlano la lingua esatta del mondo e del momento in cui escono”. Si dovrà dire così di film dove il passaggio degli anni non serve scriverlo da qualche parte in basso, basta vedere che la prima volta che compare la parola Facebook sullo schermo di un computer è sottolineata come errore di grammatica, e poi, be’, poi è oggi, gli anni son passati, e il tizio non fa più errori di grammatica ma macina soldi e gli interessi sono in contemporaneità. E non dite che questa fissità è così strana per Fincher, che i dialoghi sopraffini di Sorkin ribaltano ogni precedente idea di legal drama, che non è un film di formazione ma di decostruzione di un mondo, le parole puntuali come algoritmi. No, sì, cioè, tutto giusto, ma chissenefrega. Io sto guardando le ciabatte Adidas, i pantaloni corti anche in mezzo alla neve, e good luck with your videogame, e i relationship status che governano il mondo, e Cole Porter e Irving Berlin che non scrivono canzoni d’amore, e Trent Raznor che scrive colonne sonore pazzesche, e Justin Timberlake che stavolta non scrive nessuna canzone ma ruba scene e one liner, e fashion’s never finished, e mandare 47 sms di seguito che mica è da pazzi, e le parabole, e reload current page per sempre, e The Facebook, no, drop the «the». Gli sfigati che conquistano il mondo e le ragazze, ma non è questo il punto. È il socialnetworkismo. È la capacità di essere lì, no: qui. In questo preciso momento. Tagging the idea.

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2 Risposte to “Tagging the idea”

  1. Squonk » Nulla di nuovo (giudizio: consigliato) Says:

    […] […]

  2. And I would still be on my feet « only connect Says:

    […] giornata di globi d’oro andati in massima parte al film che meritava più di tutto e di tutti da molto tempo a questa parte, ho visto quella specie di […]

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