La rivoluzione? Purché sottotitolata

Mentre nel mondo si producono animati dibattiti su cose tipo «la rivoluzione si farà o non si farà sui social network?», vedi relativo pezzo al solito molto figo sul New Yorker, mi domando quando potremo vedere status che non siano «che palle il lunedì» in un paese in cui il massimo orizzonte telematico è la mail di Tulliani. Soprattutto, dove non si riesce a trovare manco un interprete decente nell’azienda audovisiva nazionale, insomma la Rai Tivvù. Ieri il solito tizio adenoideo che traduce gli ospiti di Fabio Fazio metteva in bocca a Tony Blair parole tipo: «Amo tantissimo ciò che faccio ora, ho la mia fondazione per portare le varie fedi insieme». Poi nel blocco pubblicitario è passato lo spot del Nespresso. Quello con Clooney-Malkovich as Bonolis-Laurenti. Quello – lo giuro – sottotitolato. E ho pensato che forse, miracolo, si sta aprendo uno spiraglio. Se non coi social network, dalle nostre parti, tanto per cominciare, cerchiamo di farla quantomeno sottotitolata, la rivoluzione.

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Una Risposta to “La rivoluzione? Purché sottotitolata”

  1. Claudia Says:

    Inception all’apollo (milano) è in lingua originale, sottotitolato.

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