«Certo eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, ma avevamo ragione»

Il problema è che le poche volte che m’incazzo me le dimentico subito. E, quando ieri la mia amica mi ha ricordato che c’è ancora in giro il film di Coppola (non Sofia: Massimo), ho pensato che è un gran peccato, il dimenticarsi di essersi incazzati intendo. Perché a Venezia mi sono annoiato sempre, ma incazzato come quella volta mai. Mettiamola così. A me i fighetti milanesi genere Emtivvì stanno pure simpatici, diciamo sulla carta. Mettiamola anche così. A me il fatto che Nicola Blue Eyes (cioè Nicola Giuliano) sia il nuovo Domenico Procacci, insomma il produttore bello e bravo, engagé e bobo, non più Parioli ma Vomero, che lancia autori (nove su dieci sopravvalutati), e vince i premi, e fa pure i soldi, insomma anche questo mi sta bene.
Il problema è che il primo, all’esordio nel cinema (no: nel “lungometraggio di finzione“) vuole fare il fratello Dardenne, e quindi la Fiat, Melfi, le immigrate rumene, le badanti, gente che dorme in macchine lasciate aperte chissà perché, altra gente che si mette in casa sconosciuti chissà perché – laddove, se avesse raccontato un aperitivo da Cucchi, gli sarebbe venuto di sicuro meglio; il secondo, che dopo i boom sorrentiniani potrebbe produrre qualunque film di sedicente “giovane filmmaker”, magari pure più bravo, si fa tentare dai modaiolismi, e come non capirlo. Eccoli, Nicola Blue Eyes e Massimo Giacca Di Frip. Così belli, così di sinistra, così sul pezzo – bruci la Fiat, e muoia sotto un tram più o meno tutto il mondo. Ti riempiono sei pagine di settimanale come niente.
E alla fine, quella volta che mi sono incazzato, ho pensato che il più grande di tutti è sempre Muccino, nel senso di Gabriele. Che per anni non si è mosso dal Liceo Mamiani, ma cazzo se sapeva quello che raccontava – e c’era Procacci con i campero, a dargli la paghetta.

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Una Risposta to “«Certo eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, ma avevamo ragione»”

  1. bt Says:

    bravo mattia, ottima analisi…anch’io ho visto il film e c’era qualcosa che non mi quadrava…
    certo però i produttori italiani non si toccano! quei pochi intelligenti che ci sono: procacci e giuliano! coppola non deve essere bravo a far tutto, chi l’ha detto????

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