Some enchanted evening, che ora non c’è più

Si dà il caso che il migliore a scrivere negli ultimi anni si chiami Peter Cameron. Si dà il caso che ieri sia andato a vedere l’anteprima di un film che uscirà chissà quando per l’unica ragione che è tratto da un suo romanzo (non il più bello; il più bello è Un giorno questo dolore ti sarà utile). Si dà il caso che libro e film si intitolino Quella sera dorata (molto più pertinente il titolo originale, che te lo dico a fare: The City of Your Final Destination), e ci sono Anthony Hopkins (quanto lo odio, quanto è bravo) e il più grande caso di cessafiga della storia, e cioè Charlotte Gainsbourg, e a dirigere c’è James Ivory molti (molti) anni dopo Camera con vista e Quel che resta del giorno, e pure La figlia di un soldato non piange mai, che abbiamo visto in tre e invece era bellissimo. Non staremo qui a fare il giochino del quanto sono belli i libri e quanto sono deludenti i film. Penso solo a Cameron che guarda la polvere sulla pellicola, il suoi personaggi rimasti senza le sue parole, lo schermo da riempire, così, per colmare i vuoti e i silenzi.

Pete posò gli arnesi e si avviarono sullo sterrato. Senza parlare. Due persone possono spostare la propria attenzione sul paesaggio in un modo che, se simultaneo, può diventare un sostituto efficace e soddisfacente della comunicazione.

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