Un polipo per Milano

Già Berlusconi ha rubato e fatto propria la storiella delle correnti, cavallo di battaglia del Pd quasi quanto Romantica per Tony Dallara. I democratici sono sempre più in affanno. Oggi su Repubblica Milano c’è un’intervista (ovviamente non linkabile) al buon Roberto Cornelli, segretario provinciale Pd nonché – scopro dalla dida – criminologo, dunque in teoria chi meglio di lui, nella dissezione del cadavere democratico. E l’intervista è tutta un «io faccio un ragionamento politico», e «non è vero che non abbiamo nomi da spendere», e «rispettiamo il percorso», e «un confine programmatico entro cui muoverci», e «fette di città con cui interloquire». E la più bella, comprensibile, contemporanea: «Vogliamo aprire alla città, e se questa apertura sarà in grado di esprimere un candidato forte, noi lo sosterremo. Altrimenti, metteremo in campo uno dei nostri.»
Ieri intervistavo un attore molto famoso che, parlando di teatro romano, sembrava tracciare il ritratto della sinistra milanese: «Sa quando ci si trova per contarsi? Quelle sere che poi uno torna e commenta: sai, ieri c’erano TUTTI. Ma tutti chi?».
Interloquire. Primarie. Ragionamenti. Primarie. Aprire. Interloquire. Io, così, come suggerimento, a ‘sto punto, per non sbagliare, dico che bisogna aprire sul serio e rivolgersi al polipo Paul, per trovare il prossimo candidato sindaco di Milano.

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2 Risposte to “Un polipo per Milano”

  1. sottotraccia Says:

    Quando si fà divenire segretario provinciale della metropoli più importante d’Italia, un amministratore di condominio, il sindaco di un paesino di 4 gatti, queste sono le conseguenze. Un partito di massa e cosi fondamentale per l’Italia come il PD, non può lasciare il partito della capitale del Nord, nel regno di Berlusconi e della Lega, in mano a 4 ragazzi , incompetenti, arroganti e carrieristi. Cornelli, Laforgia, Majorino… dei nani politici , mediocri e privi di qualunque capacità politica, privi di progettualità , mossi solo dalla voglia di carriera. Il PD milanese è una priorità nazionale ed urge un commissario.

  2. Alessio Says:

    ma come ti permetti.. e’ stato messo segretario della città piu importante d’italia un Signore di 35 anni diventato sindaco la prima volta a 29 e che ha saputo creare consenso prendendo voti da tutte le forze politiche, lega compresa.
    Una persona che che sa farsi capire e che sa creare conseso gia alle prime 2 frasi che dice.. e’ tempo di scommettere, chi ha amministrato il PD milanese fino ad oggi ha fallito…Tra un anno, ne sono sicuro, saranno solo applausi per questi trentenni, che faranno capire all’Italia che il partito Democratico con il suo statuto e’ in grado di riformare la politica dall’interno, e di vincere.

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