«Bravo ignorante! La morte subblima. Si vede che che nun hai letto il Sidarta…»

Finirà, me l’hai detto tu. Me l’ha detto uno scrittore al telefono, l’altro giorno. Me l’hanno detto le formiche che hanno invaso casa. Me l’ha detto Francis Scott, che rileggevo l’altra sera. Me l’ha detto quel debito, che pesa sull’Europa più di una nube qualsiasi. Me l’ha detto quella canzone, che ci resterà solo il vento nei capelli (e già non è poco). Me l’ha detto la storia di quella ex direttora in cassa integrazione che «Magari anche in questo paese, un giorno, non si potrà più comprare il pane», ma lo shopping compulsivo, quello sì, chi ci rinuncia. Ce lo siamo detti con un’amica ieri sera, un bicchiere di tocai in mano, i cantieri di Chinatown là fuori.

Tra i miei film della vita ci sono C’eravamo tanto amati (vedi foto sopra —no, più sopra) e La terrazza. Per dire.

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Una Risposta to “«Bravo ignorante! La morte subblima. Si vede che che nun hai letto il Sidarta…»”

  1. Marco D Says:

    stasera una mezzaporzione di malinconia ci sta tutta.

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