«Faccio un passo indietro, come nei romanzi d’appendice» (anche perché avanti non ci va più nessuno)

Ieri pomeriggio, quella che chiameremo “nota attrice italiana”, mentre parlavamo attaccati a un termosifone, mi ha detto, a proposito di un suo tale film girato tot anni fa: «Quando l’ho visto mi volevo suicidare». Abbiamo iniziato a parlare di cinema italiano, di quanto sia legato a convenzioni incrollabili, a personaggi, gesti, luoghi che non esistono, nella realtà. Siamo finiti a parlare di questo paese, dove se rifiuti un ruolo da protagonista (senso lato) che ti viene offerto, sei uno snob, un incompreso, un matto. Ripensavo a ruoli, convenzioni, termosifoni mentre, poco fa, leggevo questo.

Annunci

2 Risposte to “«Faccio un passo indietro, come nei romanzi d’appendice» (anche perché avanti non ci va più nessuno)”

  1. yurg Says:

    immagino però che la “nota attrice italiana” nelle solite interviste di rito alla solita inutile domanda “qual è il film peggiore che hai girato/ti sei mai vergognata di un film che hai fatto” risponda (per contratto o per creanza) ingoiandosi il titolo del film e boffochiando roba vaga del tipo “sono tutti parte di me”. no, dico, per dire che poi se i ruoli e le convenzioni si trasformano in termosifoni che per cambiarli devi rifare tutta la casa, almeno si sappia perchè…

  2. raf Says:

    il nome del film non te lo chiedo (anche perché non me lo diresti), ma almeno qualche indizio per capire di che attice si tratti?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: