Murdoch sarà anche matto da legare, ma non dite che ha un ”crazy heart”

«Mentre la sua numerosa prole […] si agita nelle grandi manovre per la successione, il magnate dei mass media non dà segno di voler mollare la presa del suo impero». No, non si parla di quello lì. Si parla di Murdoch. Gli americani, va detto, hanno sempre delle grandi storie da raccontare, poi le racconta Rampini alla sua maniera, ma vabbè (e poi non si capisce perché non le linki Repubblica ma la Gazzetta, ma vabbè). Ma è un’ossessione più europea che yankee, quella della febbre dell’oro, dell’eterna scalata al successo stile There Will Be Blood, del voler sempre “deppiù”. Nel caso specifico, vincere la battaglia dell’editoria anche a New York, e contro il NY Times: e si sa che ci sono cose esportabili ma che non si possono battere sul campo, vedi gli spriz. In realtà mi sembra una pura vicenda di investimenti, Borsa, posizionamenti di capitale. I cliché non riescono bene sullo schermo neanche al grande Jeff, figurarsi se Rupert ci casca.

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Una Risposta to “Murdoch sarà anche matto da legare, ma non dite che ha un ”crazy heart””

  1. Attilio Says:

    La vita e’ così, tu quando non hai vuoi avere di più, e dopo che hai ti accorgi che tu fermarti non puoi e vuoi quel che vuoi.
    Saluti da Parigi

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