L’ammutinamento del Festival, o: cose che non accadono in nessun altro luogo (e in nessun altro lago)

Quello che vedete qui sopra non è uno spartito. È una pagina di storia patria. È lo screenshot del millennio. È Volare accartocciato e lanciato in segno di protesta, roba da vilipendio al regolamento del Festival della Canzone Italiana, che in questo paese vale più della Costituzione, che discorsi. Per chi non avesse visto la finale di ieri (poracci), è il risultato della rivolta dell’orchestra dopo l’ammissione tra i primi tre classificati del Principe Emanuele Filiberto (più Pupo, più un generico tenore), che tentava di riammettere la monarchia cantando cose da delirio da febbre tipo «Io credo nelle tradizioni». Non dite: che scandalo. Finché si lascerà che a decidere sia la plebe (me compreso) con il televoto, è ovvio che in finale ci andranno un vincitore di XFactor, un vincitore di Ballando con le stelle e un (quasi) vincitore di Amici.
Il dato epocale è quello che (non) è successo su quel palco. L’ammutinamento dell’orchestra, roba che avrebbe fatto venir giù l’Italia, solo sfiorato, perché poi gli autori hanno pensato bene di organizzare un Maurizio Costanzo Show volante, con intervista a tre operai di Termini Imerese licenziati o cassintegrati o chissaché, per dire a tutti gli orchestrali: «Se non suonate la canzone del Principe ecco la fine che fate, Maurizio Costanzo è tornato in Rai e non ha problemi a mettere ottanta sgabelli e intervistarvi tutti».
Poi dal pubblico si è alzato Bersani, non Samuele, come per una volta pareva logico, visto che si parla di canzoni. Il Pierluigi ha pateticamente bofonchiato qualcosa sulla crisi, Scajola l’ha fermato, Mazza faceva scudo al ministro, è entrata in scena la banda dei carabinieri a suonare il tema di Guerre stellari (l’Impero colpisce ancora?), la panettona Antonella vestita da Barbie Gran Galà è esplosa perché dal giorno dopo sarebbe finalmente tornata a mangiare la pastasciutta (comunicazione all’orchestra: forse è peggio suonare Le tagliatelle di nonna Pina di qualunque altra cosa, comunque), insomma c’è stato abbastanza tempo per disperdere i rivoltosi, e far trionfare il geniale tormentone di questo Sanremo.
Un’amica ci è rimasta un po’ male: «Doveva trionfare la monarchia. Domani i giornali avrebbero titolato “Berlusconi si proclama Re di Tutti i Laghi”». Vuoi mettere. E invece. Qui si fa l’Italia, e si muore.

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4 Risposte to “L’ammutinamento del Festival, o: cose che non accadono in nessun altro luogo (e in nessun altro lago)”

  1. daniele Says:

    anche io volevo che vincesse la monarchia in tutti i luoghi, in tutti laghi e in tutto il mondo in inverno nudi a far l’amore. Doveva essere la logica conclusione.

    inciso rosso: profondissima tristezza per gli operai costretti ad elemosinare pietà al telespettatore di sanremo. Gli operai devono spaccare le macchine, occupare le fabbriche e prendere a capate i dirigenti che tagliano per quotare in borsa, metaforicamente parlando con le stelle.

  2. Attilio Says:

    In effetti il peggiore di tutti è stato Bersani. In tutti i luoghi meno che in quelli giusti. Ma davvero è meglio svilire i proprio problemi parlandone con Costanzo all’Ariston piuttosto che salire sui tetti del proprio luogo di lavoro?
    Meritati fischi da claque di Imperia del ministro Scalogna. (“è una calogna”).
    Propongo di gettare dalle finestre copie accartocciate della mozione Bersani.

    Come spesso accade, la parola più saggia sul festival l’ha detta il più improbabile dei convitati ovvero Nilla Nilli Lilli Pizzi: “ero nel mondo, nel mondo. Ora: meno, meno.”

  3. giorgio Says:

    sono uno di quei poracci che non ha visto il festival, ero a S.Siro a vedere la mia squadra del cuore:fortuna mia dico, perche’ il pensiero di veder bersani(il mio segretario, o ex), sarebbe stato troppo anche per il mio “cuore matto”.preferisco lo show di Mou alla tristezza italiana.

  4. Prova d’orchestra | Ludik – di Luca Di Ciaccio Says:

    […] spartito di “Volare” accartocciato e lanciato sul palco, in segno di protesta, “roba da vilipendio al regolamento del Festival della Canzone Italiana, che in questo paese vale più […]

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