Per carità

Ieri pomeriggio mi sono messo a vedere un po’ di foto, video, cosiddetti highlight di quell’altra sera, quando tutti i fighi del pianeta si sono incontrati per una specie di telethon per Haiti. L’ho fatto più che altro per riconfermare la superiorità americana in questa materia scolastica, e stavolta non è questione di grandi numeri: qualunque roba di questo tipo lì viene sempre meglio (e magari la organizza Clooney), mentre da noi la farebbero condurre a Fabrizio Frizzi. E insomma, era la solita parata di geni in azione, da quella che assolda il coro gospel per mascherare le stecche a quello che ti fa pensare per un attimo che la “negro culture” possa battere anche Bono Vox, al primo della classe che fa il compitino che ti aspetti in questi casi e si becca comunque 9 e mezzo.
Ieri sera ho visto D’Alema da Fazio, e manco lo sapevo, sono quei casi in cui accendi la tv e lei non ti fa dispetti perché sei stato assente troppo a lungo, tutt’altro. Il Massimo ha cominciato con la Puglia, dove oggi ha piazzato il suo cavallo, e cioè Boccia (a proposito dell’altro in corsa per il posto di governatore, e cioè Vendola: «Quelli che mi contestano mi sono sempre stati simpatici»), ha proseguito col revisionismo storico («Voglio spezzare una lancia a favore delle primarie: sono sempre stato favorevolissimo»), ha fatto un elogio dell’«uomo politico Berlusconi» (il messaggio era: lui sì che sa come ricattare gli alleati, perciò sull’accordo con l’Udc voialtri democratici dovete farvene una ragione), ne ha dette insomma molte delle sue (sono indeciso se votare «questa è un’altra delle ragioni per cui mi contestano» o il preventivo «ora dirò una cosa per cui sicuramente mi criticheranno»).
Ieri ho pensato che quelli – i fighi per Haiti e il Massimo da Fazio – erano due modi diversi, in paesi diversi, con protagonisti diversi, di intendere la stessa parola: charity.

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3 Risposte to “Per carità”

  1. daniele Says:

    io avrei voluto spaccare la tv a capocciate, ma ho ancora le rate da pagare e la garanzia è scaduta. L’unico, il solo, l’incontestabile proposito di D’Alema è vincere! e vinceremo! Chissenefrega degli accordi al ribasso sui diritti civili, sulla bioetica, sulla questione morale, sulle privatizzazioni, eccetera eccetera. Chissenefrega: l’importante è che, dopo 20 anni di errori politici, ignavia e particolarismi, Massimino possa fargliela a Berlusconi.

  2. marco Says:

    e meno male che D’Alema c’è.
    uno dei pochi, a sinistra, che non si sente più figo se perde.
    se non c’era lui, anche quei sei anni e mezzo di governo, sui 16 della seconda repubblica, ce li saremmo scordati.
    ma saremmo stati tanto più nel giusto….per chi si contenta così…

  3. daniele Says:

    D’Alema fa ancora politica della prima repubblica, roba del secolo scorso: né il caso-Roma lo ha persuaso, né la Puglia lo fermerà, tanto Lui è così intelligente che mica guarda in faccia i fatti. Sì, meno male che D’Alema c’è, mai tanto slogan gli fu tanto congeniale.

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