This land is your land (anche i metal detector per vedere Avatar)

Se il messaggio è che a vincere sulla tecnologia è la natura (facile a dirsi, quando si hanno a disposizione trecento milioni di dollari di budget), allora almeno evitateci gli iPod incellophanati, i metal detector, i body scanner anche per andare in bagno. Parlo delle anteprime dei nostri tempi, dove non ci si può neanche mettere in coda dietro ai giapponesi per fare più in fretta (si veda qui, dal minuto 0:52). Parlo in particolare dell’anteprima di Avatar, di cui forse si scriverà più avanti. I tentativi di lettura stile fatti (orrendi) di Rosarno – o Rosario, come dice il buon Maroni su Sky – li lasciamo ad altre penne, che vedranno analogie tra la colonizzazione simil-irachena nello spazio di Cameron e l’immigrazione ai tempi della Bossi-Fini (o succedanee). Questa è la solita vecchia ballata americana, la stessa di Guthrie, e Dylan, e Springsteen, dalla parte degli alieni. Poi voglio chiedere a Madonna se anche lei non ha pensato «Non ci sto credendo», da sotto la maschera. Perché nessuno mi convincerà mai a disdire l’abbonamento al Team Titanic.

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