Nell’attesa

spaziobiancoCi vogliono 50 giorni per scoprire se la bambina nata prematura di Margherita Buy ne Lo spazio bianco sarà destinata a vivere o morire. Per questo mio vizio di politicizzare sempre tutto – o per via di una certa noia che mi ha preso a metà film – mi sono convinto che quella bimbetta fosse il Pd, a cui però ci sono voluti più di due anni per non capire ancora nulla del suo destino. Del resto, il tema (non solo del film) è sempre l’attesa, e con l’attesa non possiamo farci nulla, hai voglia ad ingannarla. Oggi esce invece Lebanon (una traduzione in effetti era molto difficile), che ha vinto quest’anno il Leone d’oro. Racconta di tre soldati israeliani chiusi dentro un carrarmato durante la guerra in Libano. C’è quello che pare destinato a comandare, quell’altro che ha un po’ di esperienza ma non è molto convinto, il terzo che è più giovane e inesperto ma con grande senso umano. Anche per loro si tratta di vivere o morire. Io però stavolta non ho detto niente: siete voi, vi sento, che state facendo paragoni con le primarie del Pd. (Comunque pure lì, parentesi, mi sono abbioccato. Quest’attesa mi ha stufato.)

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Una Risposta to “Nell’attesa”

  1. RR Says:

    quella dei tre di Lebanon l’ho già sentita da qualche parte, ci dev’esser anche un jpg … Mat appunto basta con le attese – e anche con politicizzare tutto 😉

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