Left

stella-rossaScrivo in ritardo – anche perché ieri nell’unico momento di break la connessione in sala stampa era saltata: cose di questo paese – del film più bello della Mostra, ovvero Capitalism: A Love Story di Michael Moore. Un po’ a sorpresa, almeno per me, dopo gli appena sufficienti Fahrenheit 9/11 e Sicko. È, credo, il suo film più bello, e non lo dico neanche troppo a caldo. Forse perché sotto il cartello del capitalismo finisce tutto quello che il barricadero extralarge aveva già detto prima, ma con più maturità, e più “testa”. La pancia (anche letteralmente) ce la mette un po’ meno, ed è un bene. Fa anche molto piangere, specie nel finale a Wall Street. Poi Moore ci ha raccontato, commosso, di quando è scoppiato a piangere lui, nella cabina elettorale, alla vista del nome “Barack Obama” sulla scheda. Nei giorni scorsi una vera Left Wave è passata dal Lido. Oliver Stone, che io solitamente amo, ha portato un documentario tremendo, che si chiama South of the Border, in cui ci fa sapere la sua venerazione – non argomentata – per Chávez, con toni ingenuamente propagandistici. Poi si è visto un piccolo film italiano intitolato Cosmonauta, storia di una bambina degli anni ’50 innamorata del comunismo, tanto da fuggire dalla chiesa il giorno della prima comunione tipo Il laureato (la regista Susanna Nicchiarelli, che ha in mente Virzì, forse però non sa che certi comunisti erano più bigotti dei democristiani). Si vedono vecchie sezioni del Pci, attacchinaggi, lanci dei vari Sputnik, il che al cinema è un fatto curioso; ma si sente troppo il peso dell’idea e c’è poca ciccia nella storia. Insegna però alle ragazze di sinistra che, ad essere troppo rigide e mettersi le birkenstock, si rischia di restar zitelle. Anche io left, nel senso che torno. Anche perché l’unica domanda che tenesse sveglia questa triste Venezia (George si porterà la Canalis?) ha avuto la sua soddisfacente risposta.

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4 Risposte to “Left”

  1. betta Says:

    mat ma cosa dici?”insegna però alle ragazze di sinistra che, ad essere troppo rigide e mettersi le birkenstock, si rischia di restar zitelle”…ma è una cosa terribile da dire….corro a vedere il film e poi ne discutiamo seriamente, avere idee sicure politicamente ed essere rigide…fa rimanere zitelle
    questa è come dire “al primo appuntamento non bisogna mai darla…” e cose così…

    hai ragione dopo george e la canalis…meglio tornare a milano…
    morte a venezia

  2. mattiacarzaniga Says:

    guarda che anche senza ironia si rischia di restar zitelle… 🙂
    ovviamente si scherza, ma dovresti sapere che su OC l’ironia è di casa.
    (ben inteso: io, se non si era capito, voto george ed elisabetta.)

  3. betta Says:

    beh, certo ma il mio commento era ironico…no si capiva? ops…
    come sei nazional popolare mat che ti commuovi per george ed elisabetta

  4. betta Says:

    ti ho anche citato nel mio post, spero ti faccia piacere, ciao!

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