For some reason I can’t explain

Domanda: quand’è che i Coldplay son diventati i Coldplay? Cioè, una band di massa, ché, alla fine, tra tutti quelli della loro generazione, sono loro i più famosi e i più venduti. A vederli live, non sono proprio una rockband. Sono tanto bravi, e tanto pulitini. Il famoso “animale da palcoscenico” non è un articolo che gli interessa. O forse gli interessava, ma poi Chris Martin ha incontrato Gwyneth Paltrow. Ben inteso, il concerto di Udine (unica data italiana: we love our country) è stato quello che si dice un bel concerto. Almeno la prima ora (di neanche due). Il problema è che hanno sparato tutti i “pezzoni” all’inizio, poi hanno tirato fuori delle chitarrine per un unplugged oratoriano, c’è stata la cover di Billie Jean (nessuno gli ha detto che l’hanno già rifatta tutti?), poi una tremenda versione remix di Viva la Vida. Alla fine il recupero, quando il frontman – «sono felice di essere qui stasera» scritto sulla mano – ha tirato fuori una stupenda giacca turchese e un ombrellino di carta di riso per Lovers in Japan. Mica tante le emozioni. A parte la solita Fix You cantata come nel video (tutte le altre sono cantate come negli album), e 42, che è uno dei pezzi più belli dell’ultimo album, specie per la parte strumentale incastonata in mezzo alla canzone. Finale con pioggia di farfalline di plastica (roba che ad Al Gore gli verrebbe un colpo) e fuochi d’artificio. Un bel concertone rock, ma senza il rock. Comunque, qualcuno mi dica quand’è che i Coldplay son diventati i Coldplay.

PS: Il concerto l’hanno aperto gli amici Ministri. Bravi. Ripassateli qui.

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2 Risposte to “For some reason I can’t explain”

  1. Andrea Privitera Says:

    Alla fine pulitini e carini lo sono dai tempi di Parachutes; forse l’unica differenza è che adesso Chris Martin canta un po’ meno in falsetto. Comunque dopo questo post sono arrivato a 100 pareri positivi sul concerto di ieri sera e 100 volte che mi dispiace di non esserci stato.

  2. Alessandro Talia Says:

    Concerto bellissimo.
    I Coldplay sono diventati i Coldplay con “A Rush of blood to the head”. Allora tutti dicevano “ma dai che copiano gli U2, erano meglio nel primo disco”; e invece ci siamo distratti e loro piano piano sono diventati un grandioso gruppo da stadio.

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