La netta differenza

Quattromilaequalcosa. La netta differenza, si direbbe, tra il più cieco amore (dell’operoso Nord per quella roba chiamata centrodestra) e la più stupida pazienza (quella di noi democratici: e stavolta non si può dire che su Milano non si sia lavorato). È la città del “questo è troppo” (o troppo poco). Troppa amarezza. Troppa difficoltà, nel percepire i movimenti dell’elettorato, le città operaie dell’hinterland dove ora il primo partito è il PdL e il centro che sarà il baluardo della nuova sinistra (ma anche boh). Troppa liquidità, per usare un termine che dovrebbe scomparire dai dizionari (soprattutto dalla politica): gli Arci diventati ritrovi per fighetti e gli Arci che scompariranno col nuovo Podestà; Corso Como battuto dalle gesta cafonal del Fico di Bisceglie (qui si dice di soli, satelliti e uomini che «se ne vanno a terra») e la cultura che arranca, sfinita dagli Expo-cantieri e dagli happy hour. O forse i (troppi) pensieri su Milano erano colpa del negroni servito in un bicchiere da frappuccino. Quello sì che è davvero troppo.

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3 Risposte to “La netta differenza”

  1. jacopo Says:

    4626.

    a volte, la sottile liena rossa che ci divide dal baratro è davvero troppo sottile.

    e di quei 4627 voti che sarebbero serviti per spodestare podestà, purtroppo ne conosco almeno un centinaio che hanno rinunciato troppo presto.

    solito autogol.
    solito masochismo.
    non cambieremo mai.
    j

  2. Stefano Says:

    A mio avviso questo ballottaggio a livello nazionale ci consegna un pd che regge meglio di quantosi pensasse. E’ un punto di partenza per cercare di migliorare e di essere innovativi. Dall’altra parte c’è stanchezza ma al Nord il binomio Pdl Lega in questo momento è imbattibile. Avanti comunque e sempre
    Su Milano: peccato, Penati stava per farcela ma il forte astensionismo obiettivamente ci ha favorito

  3. marco Says:

    penati vinse, nel 2004, perchè la lega non appoggiò la colli , bisogna ricordarselo…secondo me ha fatto un risultatone…forse non sarà l’inizio del declino, ma lo sfondamento del centro destra nell’elettorato di centro sinistra non c’è stato, questo è il dato delle elezioni.
    va bene piangersi addosso, ma fino al punto di non accorgersene…

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