Un Paese che odia le donne

Partiamo da Billy Ballo. Da lì comincia la discussione di un paio di sere fa alla solita cena da amici. Il tizio in questione (tranquilli, è un nome d’arte), poco più di trent’anni, noto per essere uno dei volti dei mitici trailer del mitico Maccio Capatonda, è stato arrestato per violenza sessuale nei confronti di una tredicenne (qui la cronaca). Il dibattito ha implacabilmente inizio: oggi le tredicenni sono cambiate, sembrano delle ventenni, guardate come vanno vestite, e poi la ragazza in questione era consenziente. Ero l’unico a sostenere con una certa violenza che nessun cambiamento sociale mi convincerà mai del fatto che tra un trentenne e una tredicenne pur consapevole (per modo di dire: se è per questo le teenager sono certe anche del loro amore per il vampiro di Twilight), è sempre il primo ad avere torto. Il cambiamento sociale è in atto, porta il sigillo di un nuovo immaginario fatto di Winx e Uomini e donne. Va studiato prima che demonizzato, ma ciò non significa che si debba stare a guardarlo con piglio sociologico senza affermare che sta deteriorando la nostra società, con la silenziosa autorizzazione di molte persone accorte. L’Italia è un paese sempre più maschilista, e non c’è nessun punto di vista femminile a raccontare questa deriva. È il Paese di Noemi, qualunque cosa il premier ci abbia fatto, ci basta sapere che le sue forme esibite in un book siano diventate una questione di Stato. È il Paese dei corpi di donna offerti all’agone politico. È il Paese con la psicosi degli stupri (lungi da me assecondarla), ma anche dell’«in fondo quelle ragazze scosciate se la sono cercata». È il Paese dove aumentano le violenze domestiche, ma sono la laicità e i diritti ad essere un tabù. È il Paese dove le donne stanno sempre più a guardare, e poi è Veronica Lario a passare per una femminista. All’ennesimo bicchiere di vino, la discussione prende pieghe surreali: c’è chi dice che il corpo delle donne è “darwinianamente” più ricco di indizi sessuali (eh?!), e chi argomenta sostenendo che in fondo anche il sommo Woody Allen sta con Soon Yi (replica etilica: sarà pure il mio regista preferito, ma il fatto che faccia coppia con la figlia adottiva mi fa lo stesso un po’ schifo). E, tra una giustificazione antropologica e una nota di gossip (Noemi come “Where’s Wally?”, si aspetta la prossima festa in cui è comparsa), si ha l’impressione che ormai stiano tutti solo a guardare. Letteralmente.

PS: Il post è stato scritto poco prima che uscisse questo appello. Mi sembra un ottimo segno, oltre che una felice coincidenza.

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4 Risposte to “Un Paese che odia le donne”

  1. sissi Says:

    tutti si guardano vivere, mio caro amico. probabilmente vivere fa troppa paura. awful.

  2. booksworm Says:

    http://videopazzeschi.blogosfere.it/2009/05/facebook-nella-vita-reale.html

    Odio sempre piu’ questo FB !

  3. E’ sempre il primo ad avere torto « lucaperetti Says:

    […] molto schifo direi. Ne parla adesso Mattia Carzaniga, e sottoscrivo in toto quello che dice: Il dibattito ha implacabilmente inizio: oggi le tredicenni sono cambiate, sembrano delle ventenni, guardate come […]

  4. гей эскорт Says:

    я вот что скажу: восхитительно!!

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