La terra

In questo triste giorno di lutto nazionale, si avverte ancora più forte l’importanza di stare vicini alla gente, ai tanti diversi territori che compongono il nostro paese un po’ disgraziato. Con la politica, che vuol dire tante cose. Ne parlavamo l’altra sera insieme a un paio di nuovi amici napoletani di fronte alla pizza di Michele ai Tribunali (la più buona del mondo). Due ragazzi senza incarichi amministrativi ma con la voglia di operare sul campo, di vincere i “bassolinismi” (non sarà impresa facile) a partire da un nuovo progetto democratico. Loro proponevano ironicamente di lanciare la “corrente degli altristi”: ovvio che non serve una nuova corrente (ci manca solo quella), ma la possibilità di fare davvero rete nei territorii. Belle parole, già. In realtà voleva essere solo una piccola nota, mentre scorrono le immagini del dolore.

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Una Risposta to “La terra”

  1. Michele Lele Saggese Says:

    Vedere queste catastrofi e cercare di commentarle diventa sempre più difficile, ti senti sempre di più impotente ed inutile… ma poi pensi, ricordi (almeno noi napoletani) e ti chiedi cosa fare perchè il dopo non sia come il nostro? Pensi allora che la mia professione di architetto e di persona che ha lavorato nelle imprese operanti negli appalti publici mi porta a fare tante piccole considerazioni, a volte anche banali ma necessarie affinchè l’abbruzo sia come il friuli del 1976 e non come la campania del 1980. E questo pensiero nasce dalle poche parole scambiate l’altra sera, dalla voglia di andar oltre questa politica che sicuramente si butterà a capofitto su questa ghiotta occasione economica di rimpolpare i propri fedelissimi di lavori e commesse. Invece occorre coinvolgere tutti, provvedendo prima al recupero sociale dei sopravvissuti e poi al recupero urbanistico del territorio, con una pluralià di soggetti e di imprese che sicuramente garantirà meno possibilità di infiltrazioni camorristiche o mafiose rispetto a pochi soggetti appaltanti costretti a ricorrere a subappalti a cascata.
    E poi l’applicazione di una legge sulle costruzioni antisismiche che è l fiore all’occhiello e che troppo è stata rinviata e che ora dovrebbe essere anche tenuta in considerazione nella troppo attesa sull’ampliamento delle costruzioni… Questi sono pensieri liberi come i tuoi caro Mattia, forse semplici, ma la semplicità di tante considerazioni che noi dovrebbero essere prese in considerazione dalla politica…. Il dolore deve aprire le porte alla risoluzione effettiva dei problemi e non all’esternazioni di proclami e di lotte politiche… Se già quella famosa rete che cerchiamo di tessere fosse attiva oggi potremmo iniziare dal basso per migliorare il sistema… migliorare questo è quello che vogliamo!! Ti abbraccio. alla prossima

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