Archive for aprile 2009

Anch’io scrivo Scalfarotto

29 aprile 2009

Anche se – causa consiglio comunale – purtroppo stasera non potrò essere qui. Ormai conosco Ivan da un po’, ne apprezzo le qualità umane, che in politica sono una premessa sempre più necessaria. L’altra premessa bella e importante è il suo “essere europeo” (professionalmente parlando, ma non solo) già prima di queste elezioni, e anche questo non è scontato. Nelle ultime settimane, tra un kebab e un salto a Piombino, ho capito che in lui c’è anche la voglia e la capacità di “essere democratico”, oggi, ripartendo da temi che la gente vuole sentire: diritti, lavoro, laicità. La corsa elettorale comincia, noi ci siamo (anche su Facebook).

Firenze ai tempi di Facebook

28 aprile 2009

La bella serata di ieri è finita qui. Grazie ancora a Matteo Renzi per la presentazione, e in bocca al lupo per la sua campagna che comincia “a viso aperto”, come da slogan dantesco. Noi, dalla nostra Brianza velenosa (citazione meteoropatica), continueremo a seguirlo.

Non ci vuole un partito grande…

28 aprile 2009

… ma un grande partito. Lo dice il buon Franceschini durante il suo viaggio (bello) nel Mezzogiorno: «Per non disperdere il voto, bisogna votare un grande partito». Siamo – serve dirlo? – assolutamente d’accordo. L’impressione però è che, a poco più di un mese dal voto, la gente voglia cominciare a sentire proposte chiare invece di generici appelli elettorali. Perché purtroppo per tanti il Pd è ancora un partito grande (neanche troppo), ma non un grande partito. Come il famoso pennello…

Il sindacalista antisindacale

27 aprile 2009

La bravissima Silvia Truzzi mi segnala questa notizia. Il futuro omino di Bruxelles ha pisciato fuori dal vaso?

La generazione rimossa, il Pd e il sushi

27 aprile 2009

Tre amici con cui chiacchieravo ieri sera mi hanno detto che alle Europee con tutta probabilità non (ri)voteranno Pd. Uno dice che forse sceglierà i Comunisti, «per dare un voto di protesta e di sinistra» (eh già). Un altro si orienterà probabilmente su Di Pietro, «l’unico pagato per fare opposizione vera e capace di farla». Il terzo non sa ancora che fare, ma difficilmente voterà una forza che «non ha avuto una posizione su niente, non sa rappresentare il Paese e le sue priorità: perché Franceschini parla dell’emergenza licenziamenti tra gli assunti, che ormai sono pochi eletti, e non si occupa seriamente del macro-problema del precariato?». È la “generazione rimossa” che non trova rappresentazione e rappresentanza nella politica, e in fondo ha ragione. Quel che ho risposto io lo leggete da tempo su queste pagine virtuali. La speranza è che si possa ripartire, e che lo si faccia da una parola: contemporaneità. Quella che – agli occhi di sempre più persone – i nostri leader e i loro programmi hanno dimenticato da un pezzo. Gli amici di cui sopra si riconosceranno però in una battuta di Generazione mille euro, film intelligente con (molta) leggerezza uscito nel weekend: «Siamo la prima generazione più povera di quella precedente e la nostra risposta qual è? Mangiare sushi».

PS: Stasera presentazione de L’amore ai tempi di Facebook a Firenze con un democratico contemporaneo: Matteo Renzi. Segue inaugurazione del suo comitato elettorale. Forse si può fare, da qualche parte, ancora.

Un anno di più (anche per lui)

27 aprile 2009

Tanti auguri anche al mio ottimo coetaneo, è un piacere festeggiare insieme.

Il ricordo di quei giorni

25 aprile 2009

La canzone del film che fa da “testata” a Only Connect. Buon 25 aprile.

Italia per tutti (gli altri)

24 aprile 2009

Mentre noi vinciamo regate (il riferimento è a D’Alema, a patto che D’Alema sia da considerarsi come “noi”), epuriamo (che poi “Bobo” abbia fatto bene a «correre contro il Pd per aiutarlo», è un’altra storia), inseguiamo il Caimano anche sui cappellini (i soliti colpi di testa…), gli altri (meglio, l’Altro) spostano il G8 all’Aquila. E nell’immaginario popolare condizionato da tv e stampa – provate a guardare la free press di oggi – la scelta (non così sbagliata ma molto populista) passa per un gesto di sobrietà. Ah, la regata dello skipper D’Alema si chiamava Roma per tutti. Anche l’Italia è per tutti. Gli altri.

Un anno di più

23 aprile 2009

Tra un Amore ai tempi di Facebook, un salto Piombino e un kebab, mi sono accorto solo oggi che due giorni fa Only Connect ha festeggiato il suo primo anno di virtual vita. Un anno di più, per dirla alla Battisti; ma con la speranza di non avere nessuno in meno… Grazie a quelli che sono stati connessi fin dall’inizio e ai nuovi che sono arrivati e continuano a farlo, sempre più numerosi.

Mi mangio un “lecca”

23 aprile 2009

Niente di osé. È che nel paese più asservito al Dio Cellulare, il famigerato T9 “non prende” la parola kebab. Viene fuori “lecca” e, se proprio vuoi, il doner lo devi inserire tu nel tuo vocabolario telefonico, in una virtuosa pratica di personale integrazione (quantomeno lessicale). Segno dei tempi: che poi il kebab lo mangino ormai tutti, è secondario. Io lo faccio oggi a pranzo, qui. Sono gli esiti tragicomici della storia che ci ha raccontato Pippo nelle scorse ore.

PS: A proposito dei razzismi quotidiani di cui si diceva ieri. C’è chi dice che Balotelli in fondo è antipatico, e gli insulti del genere “sporco negro” sono principalmente dovuti a quello. Eh già, a volte siamo davvero troppo sottili, sempre a parlare di diritti e integrazione, a vedere in storie di ordinaria idiosincrasia chissà quale segno del razzismo corrente. Prendi Rosa Parks: se voleva il suo posto a sedere sull’autobus, mica rivendicava niente. È che, semplicemente, era una noiosa che soffriva di labirintite.


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