Obiezione, vostro disonore

Veramente vivo in tempi bui, dicevo ieri a proposito dei Ministri. Lo ripeto oggi, a proposito di altri ministri. E di medici costretti a diventare obiettori, o poliziotti (e i poliziotti a diventare medici? mah). Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto dice D’Avanzo su Repubblica di oggi. Rischiamo di diventare disumani (lo dicevo anche qualche giorno fa), dopo essere già diventati razzisti. E invece basterebbe che ciascuno guardasse alla sua vita di tutti i giorni, per riconoscersi in un Paese che è cambiato. Un Paese di lavoratori immigrati, badanti (in nero, eh già), compagni di classe di un’altra terra. Serve un messaggio forte, adesso, a cominciare dal Pd. Serve dire che l’Italia non è questo Paese. Offrire alla gente gli strumenti per riconoscersi in una realtà che non è fascista, o potrebbe non esserlo. Ricordare le verità che una volta stavano scritte nei proverbi: senza umanità non c’è né virtù né gloria durevole. Qualcuno lo dica, a Silvio, che non c’è la gloria. Perché quanto alla virtù, a quella proprio non ci ha mai pensato.

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