Percezioni

«Il segreto non fa colpo su nessuno, ciò che conta è il trucco che c’è dietro» si diceva nel mitico The Prestige. Non che la politica sia mero illusionismo (non sempre, via), ma guardando il mondo dal punto di vista delle amministrazioni locali a volte viene il dubbio che sia davvero tutto un gioco di prestigio. La ricerca del trucco perfetto per soddisfare non le istanze reali dei cittadini, ma le loro percezioni. Sto ragionando per assurdo, sia chiaro, come l’inventore di macchine prodigiose Nikola Tesla (alias David Bowie) nel film: per lui è l’illusione l’unico fine, perché «il mondo tollera solo un cambiamento reale alla volta». La gestione amministrativa locale nell’era post-Bassanini è come una lotta tra maghi nella Londra vittoriana: da un lato gli amministratori e i tecnici, chiusi nelle loro stanze-laboratorio, i quali puntano a spiegare ai cittadini i “segreti” della realtà; dall’altra i politici, vicini alla gente (o così dicono), per i quali invece conta sempre di più il “trucco”, la percezione degli elettori, in barba a ciò che le giunte ritengono utile e corretto. Nessuno dei due soggetti in campo ha ragione, e nessuno dei due ha torto. Alcuni diranno che il segreto sta nelle buone pratiche, e il trucco in una buona comunicazione delle stesse. In realtà sono vere entrambe le scuole di magia: quella che sostiene che i cambiamenti (politici, sociali, culturali) vanno condizionati, anche se non sempre sono facilmente tollerati; l’altra che dice che le impressioni della gente vanno comprese, coccolate, a volte persino prodotte. Sono le due facce della stessa medaglia, come gli illusionisti di The Prestige. Che infatti sono davvero la stessa persona. Il trucco c’è, sempre.

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Una Risposta to “Percezioni”

  1. bianca Says:

    Buona comunicazione….mi sembra una parola grossa nel nostro paese, dove anche gli addetti ai lavori sono incapaci di ascoltare davvero, e quindi dare delle risposte, il pubblico. Basta dare un occhio alla stampa nazionale, da quando non si ascoltano più i lettori? E questi si stanno stufando, sono già stufi e hanno in un certo senso decretato le difficoltà nelle quali da anni versa la stampa.
    I politici? Non sono migliori. Dicono di saper ascoltare, ma non ascoltano affatto e non sono nemmeno capaci di guardare la realtà che vivono le persone. Questo vale per i politici locali e per quelli nazionali. Se così non fosse avremmo avuto ben diversi risultati elettorali negli ultimi 50 anni di storia italiana. La comunicazione? La sanno fare davvero in pochi. Ma la cosa che manca davvero è l’ascolto.
    Tutto sarebbe poi una conseguenza diretta di quell’ascolto.
    Se vuoi dare delle risposte alle istanze, devi prima conoscere quelle istanze. Molto semplice, ma molto lontano dalla logica italiana…politica e anche civile

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