Pranzo di Ferragosto in una notte di fine estate

È un paese per vecchi. L’adagio che meglio inquadra il Belpaese in questi tempi bui vale anche per Pranzo di Ferragosto, bell’esordio di Gianni Di Gregorio, già sceneggiatore per Matteo “Gomorra” Garrone, che qui produce. È la storia di un cinquantenne che si trova a fare da badante alla mamma ottuagenaria e ad altre tre nonnine in una Roma svuotata d’agosto (con tanto di scena stile Vespa di Caro diario). Ci dice che siamo un Paese che deve rassegnarsi ai vecchi, che campano cent’anni e bene, con più soldi di quelli che riusciranno a mettere da parte i loro figli. Ma la sociologia ce la metto io, più del regista/sceneggiatore. Che pensa soprattutto a confezionare una commedia piena d’amore per le piccole cose della vita, da un cefalo pescato nel Tevere (ma ci sono i cefali nel Tevere?) a un piatto di pasta al forno.

Poi concludi la bella notte settembrina alla prima (partecipatissima) serata della Festa Pd di Monza e Brianza. E vedi un mucchio di ragazzi che cantano dietro ai Modena City Ramblers. E pensi che è anche un paese per giovani. Solo che ce ne dimentichiamo troppo spesso.

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Una Risposta to “Pranzo di Ferragosto in una notte di fine estate”

  1. controreazioni Says:

    Uhm sul pd non sono molto d’accordo, cmq è un film che anche noi abbiamo trattato
    Ci trovi su http://controreazioni.wordpress.com/

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