Alla ricerca delle occasioni perdute

Con Pippo (in collegamento telefonico da Trieste) abbiamo convenuto che il pezzo di Sofri su Repubblica di oggi è perfetto. (Così perfetto da non essere nemmeno linkato sul giornale on line, ma questa è un’altra storia). Basta il titolo: Le occasioni perdute della buona politica. E l’attacco: «Non è detto che un grosso partito senza maggioranza non possa occuparsi che di opposizione o dialogo o alleanze. Può andare per strada, battere i marciapiedi. Non bisogna più aspettarsi da un partito che anticipi e guidi un buon cambiamento di vita delle persone. Ma che lo riconosca e lo assecondi, o lo promuova, sì». Segue una lucidissima collezione di temi su cui il Partito (non serve dire quale) avrebbe potuto o potrebbe costruire un pezzo della propria identità. La questione della monnezza a Napoli, ad esempio, lasciata invece in esclusiva al Caimano (che ha rubato al centrosinistra anche l’appello al mondo del volontariato). O le politiche ambientali (anche su scala amministrativa), a cominciare dall'(ab)uso dell’automobile, disciplina in cui noi italiani siamo oro olimpico. O, a chiudere, la nuova povertà e la nuova immigrazione. Senza dimenticare di dire che la politica deve servire (anche) a offrire quella famigerata “visione”, e un po’ di bellezza. Leggetelo. E speriamo che le occasioni perdute siano presto ritrovate.

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