Asterix contro Cesare (in consiglio comunale)

Già passare 5 ore (e dico 5 ore) in consiglio comunale non rientra nei piani classici del 29 di luglio. Se poi davanti a te, sui banchi dell’opposizione, vedi seduta l’Armata Brancaleone, puoi solo puntare sul valore dell’intrattenimento. All’ordine del giorno, la votazione del documento di indirizzo per la riqualificazione dell’area di Vimercate lasciata libera dal vecchio ospedale (ne parlavo qui). Dopo mesi di discussione, in cui non sono mancati i tentativi di apertura e gli spazi di collaborazione, la minoranza ha fatto il suo capolavoro. Prima ha intonato il solito ritornello contro il sindaco cementificatore e l’amministrazione che fa l’agenzia immobiliare, quando la proposta era molto chiara: sfruttare un’occasione di riqualificazione reale (urbanistica, viabilistica, ma anche mirata a mantenere e incentivare nel centro città interessi pubblici, politiche sulla casa, innovazioni nel segno della sostenibilità ambientale); il tutto col fiato di Regione Lombardia sul collo, e la sua ansia di monetizzare. Poi ha squadernato senza vergogna le sue cinque linee politiche differenti (ben tre tra i soli quattro rappresentanti del Partito delle Libertà: hanno preso il nome della coalizione alla lettera): consiglieri che costruirebbero case popolari (e allora altro che innalzamento dei volumi…) contro colleghi che farebbero villette (sì, ma a 10.000 euro al metro quadro); per non dire di chi nell’area vedrebbe bene un laghetto per la pesca sportiva. Alla fine, il colpo di genio: lasciare l’aula al momento del voto, alla faccia di qualsivoglia idea di democrazia. Illuminante la motivazione del (simpatico) consigliere di An: «La mia è una protesta. Sono come Cesare, che in Gallia prima si ritirava e poi accerchiava i nemici e li faceva fuori». Io non potevo che sentirmi Asterix (o forse Obelix). E pensavo che per ora questa linea “brancaleonica” ci va bene (c’è chi sostiene che l’opposizione sia il nostro tesoretto), ma che la politica vimercatese meriterebbe qualcos’altro. E non solo quella.

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2 Risposte to “Asterix contro Cesare (in consiglio comunale)”

  1. Nicola Says:

    Almeno uno era bello come come Gianmaria Volontè?
    A parte gli scherzi, com’è misera la vita negli abusi del podere.
    Nicola

  2. Roberto Says:

    il massimo è stato chi ha aperto le danze accusandoci di voler tirare tardi come nelle trattative a oltranza, poi ha tirato le 12 e 15 con interventi privi di contenuto dopo 6 mesi di discussione, e alle 12 e 15 ha chiesto (giuro!) una sospensione per decidere il da farsi (non riuscendosi a mettere d’accordo in 6, stando all’oposizione).
    da non credere. tutta sera a denuciare il nostro favorire un operatore che non c’è (votavamo gli indirizzi per un protocollo d’intesa con Regione e Azienda Ospedaliera, in pratica chiedevamo cosa firmasre con loro, siamo noi quelli preoccupati, non loro).
    povera Politica

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