Archive for luglio 2008

Asterix contro Cesare (in consiglio comunale)

30 luglio 2008

Già passare 5 ore (e dico 5 ore) in consiglio comunale non rientra nei piani classici del 29 di luglio. Se poi davanti a te, sui banchi dell’opposizione, vedi seduta l’Armata Brancaleone, puoi solo puntare sul valore dell’intrattenimento. All’ordine del giorno, la votazione del documento di indirizzo per la riqualificazione dell’area di Vimercate lasciata libera dal vecchio ospedale (ne parlavo qui). Dopo mesi di discussione, in cui non sono mancati i tentativi di apertura e gli spazi di collaborazione, la minoranza ha fatto il suo capolavoro. Prima ha intonato il solito ritornello contro il sindaco cementificatore e l’amministrazione che fa l’agenzia immobiliare, quando la proposta era molto chiara: sfruttare un’occasione di riqualificazione reale (urbanistica, viabilistica, ma anche mirata a mantenere e incentivare nel centro città interessi pubblici, politiche sulla casa, innovazioni nel segno della sostenibilità ambientale); il tutto col fiato di Regione Lombardia sul collo, e la sua ansia di monetizzare. Poi ha squadernato senza vergogna le sue cinque linee politiche differenti (ben tre tra i soli quattro rappresentanti del Partito delle Libertà: hanno preso il nome della coalizione alla lettera): consiglieri che costruirebbero case popolari (e allora altro che innalzamento dei volumi…) contro colleghi che farebbero villette (sì, ma a 10.000 euro al metro quadro); per non dire di chi nell’area vedrebbe bene un laghetto per la pesca sportiva. Alla fine, il colpo di genio: lasciare l’aula al momento del voto, alla faccia di qualsivoglia idea di democrazia. Illuminante la motivazione del (simpatico) consigliere di An: «La mia è una protesta. Sono come Cesare, che in Gallia prima si ritirava e poi accerchiava i nemici e li faceva fuori». Io non potevo che sentirmi Asterix (o forse Obelix). E pensavo che per ora questa linea “brancaleonica” ci va bene (c’è chi sostiene che l’opposizione sia il nostro tesoretto), ma che la politica vimercatese meriterebbe qualcos’altro. E non solo quella.

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What a Wonderful W.

29 luglio 2008

Oliver Stone è un genio. E, da regista più politico d’America qual è, torna quest’autunno con un film che è già capolavoro. Basta il trailer:

L.A. Confidential

28 luglio 2008

«Come si fa a sentire la mancanza di una persona che si è tenuta a distanza proprio per non sentirne la mancanza?». Lo dice il redivivo Steve Martin in una commedia molto light e vagamente alleniana scoperta per caso nella calura estiva: Shopgirl, tratta da un bel romanzetto scritto dallo stesso attore (da noi lo edita Einaudi). Si parla dei sentimenti di una giovane commessa di provincia trapiantata a L.A. e di un ricco businessman molto intellettual-chic ma analfabeta in amore. Ma è soprattutto il racconto di quello che si crede di sapere degli altri e invece non si afferra, dei tempi “umani” che non sempre sono sincronizzati come vorremmo, della difficoltà di buttarsi nelle emozioni. Ultimamente – nella vita come in politica – sento dire che i legami sono la cosa più importante. Qui trovate alcuni degli errori da non commettere a tale proposito.

No party, yes party

27 luglio 2008

Ovvero, esagerando un po’: non c’è il partito, ma c’è la Festa. Come quella di Varese (venerdì sera), Canonica (ieri), Oreno (oggi). Feste democratiche belle, partecipate, popolari, dove vedi i “nostri” metterci l’anima, oltre che il nuovo grembiule. E quando pensi a certe cose – la conta delle correnti (ma c’è chi fa peggio) e il tesseramento che parte in piena canicola estiva (non a Vimercate: siamo, saggiamente, in vacanza) – ti prende una strana inquietudine. Tutti dicono «verrà l’autunno, e cambierà tutto». A me questa idea della nuova stagione salvifica fa un po’ paura. Propongo – a Vimercate e non solo – un settembre di banchetti (la parte a noi avversa l’ha fatto per tutta la primavera scorsa), per strada, con concetti-chiave su cui interrogarci e interrogare la gente. E riunioni dove a decidere non sia solo (succede) l’agenda amministrativa. Le persone ci sono, sta a noi decidere il loro (e il nostro) destino. Quest’autunno non suonerà alla porta George Clooney per animare il party.

300…

26 luglio 2008

amici su Facebook, come gli Spartani alle Termopili. Il cazzeggio accompagnato a una possibilità reale di “fare network”, un po’ come nella vita reale. Per dirla col re Leonida, «un’era nuova è cominciata» (?)…

Rancori alla Schiranna

26 luglio 2008

La Schiranna non è una parolaccia, ma il verdissimo quartiere di Varese (questa sconosciuta) dove il Pd fa Festa. E dove la gente – che ti immagini figlia della Beverly Hills del Nord – ti dice che anche lì il lavoro è un problema (anche perché lo “rubano” i pensionati: non è un paese per giovani), i giovani (quando ci sono) non hanno spazi, il federalismo (della politica fiscale e della politica e basta) è l’unico orizzonte praticabile; con l’aiuto di Aldo Bonomi, che sui rancori del Nord osa dire cose che di questi tempi fanno l’effetto di una boccata d’aria fresca (l’integrazione nelle scuole invece delle impronte digitali, il ritorno al “controllo sociale” al posto delle ronde alla Walker Texas Ranger, eccetera). Domani – anzi oggi, insomma sabato – altra verdissima Festa (con festa-nella-festa). Con la bussola ancora a Nord.

L’amico americano

25 luglio 2008

Già uno che oggi sceglie Berlino è più che sul pezzo. Se poi la fa diventare (retoricamente parlando) la città del futuro, il simbolo di un mondo che ha bisogno di ripartire, capisci cosa vuol dire avere una visione. Emozioni, kennedysmi e anche tanti punti fermi: sulla politica estera, la lotta al terrore, l’integrazione, i muri da abbattere, il valore della cooperazione internazionale. Ho detto fin troppo, è tutto qui.

Ci vuole il pacchetto sicurezza (a Gotham City)

24 luglio 2008

«Nessuno va nel panico quando le cose vanno secondo i piani. Neanche quando i piani sono orribili». Più che di sicurezza, è l'”idea di sicurezza” quello che importa alla gente. Per capirlo (teorizzarlo?) ci voleva lo piscotizzato Joker de Il cavaliere oscuro, grande film sulle paure, i lati oscuri, i malanni sociali. Le insicurezze. A Gotham City, come in un grande noir anni ’40, la polizia è corrotta, i magistrati ne approfittano per farsi campagna elettorale, le banche colludono con la mafia (il boss si chiama Maroni, ma è un caso). L’importante è che il crimine spiccio sia debellato “secondo i piani”, che le paure dei cittadini siano nascoste sotto il tappeto. Batman si accorge di essere servito a questo: a scazzottare coi cattivoni di turno, a far scattare qualche manetta, a raccogliere impronte digitali (letteralmente, nessuna allusione alle cronache italiane recenti). Ma il mondo è nel/del Caos, come sintetizza il ghigno del Joker; è un testa o croce (altra grande trovata) dove esce sempre testa, possibilmente da tagliare. È l’anarchica sete di vendetta popolare, che va incalzata, blandita, placata. Batman (ovvero la politica?) può solo farsi da parte, o passare – almeno nell’immaginario – al Caos senza regole: «non è quello che la città si merita, ma è quello di cui ha bisogno». Grande (difficile) film. Più reale di quanto si creda.

Letture estive

22 luglio 2008

Quest’anno ce n’è davvero per tutti i gusti. Dalla detective story alla farsa, al legal thriller. Storie appassionanti. Sembrano vere.

Sul territorio

21 luglio 2008

La Provincia (futura ma non troppo) di Monza e Brianza come occasione per “stare sul territorio”, leitmotiv fin troppo abusato della rianimazione democratica prossima ventura. È il suggerimento di Gigi Ponti, assessore della giunta Penati per l’attuazione della Provincia suddetta, alla Festa Democratica di Oreno (fate ancora in tempo ad andarci, al solito e mitico Basell, si sta sempre bene). Un approccio che profuma di sano realismo da parte di chi ha portato sul campo l’esperienza di amministratore capace (c’è chi le chiama “buone pratiche”); anche nei confronti di un tema a suo tempo non condiviso da molti dei democratici brianzoli attuali (per i quali però la Città Metropolitana in progetto non è la risposta: e son sempre di più a comprenderlo). Recuperare un’idea di territorio fino ad ora appannaggio dei leghismi, e fare rete locale su infrastrutture, federalismo, politiche culturali, eccetera. Brianze (tante e diverse), non Padanie. Le elezioni del prossimo anno andranno come andranno, ma stasera ho finalmente visto un’idea di territorio, un pezzo di percorso sulla “questione settentrionale” da tenere stretto.


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