Sydney Pollack, o la forza delle idee

Diceva: «Quando fai un film, fai soprattutto un film su un’idea».

Le sue idee sono state la scelta della Natura – tra pionerismo ambientalista e fughe “into the wild” – come stile di vita (Corvo rosso non avrai il mio scalpo), l’epopea della contestazione liberal negli Usa degli anni ’60 (Come eravamo), la voglia di democrazia contro la politica delle lobby e dei segreti di stato (I tre giorni del Condor e, con qualche approssimazione in più, The Interpreter), la profetizzazione di un mondo simpaticamente transgender (Tootsie), l’amore come orizzonte anche geografico (La mia Africa).

La sua “idea” a cui sono sono più affezionato si chiama Non si uccidono così anche i cavalli?, tra i più alti risultati della new Hollywood anni ’60, anticipatore (cinematografico) di tutti i Grandi Fratelli, di tutti i Truman Show, di quella voglia di “mediaticizzare” qualunque cosa che viviamo tragicamente di questi tempi.
Addio Sydney Pollack, regista democratico.

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