E proprio stamattina, mentre guardavo col mio solito tempismo la numero uno di Aniene 2 sputando il caffè sullo schermo del Mac, proprio dopo il pezzo sulle primarie del fantomatico Partito Democratico della fantomatica Torneggio, ecco, proprio in quel momento mi è arrivata la solita newsletter dei deputati del Pd-quello-vero, “tema caldo” (direbbe qualcuno) la legge anti-corruzione: «È vero che il Pd avrebbe approvato misure ancora più nette ed efficaci, ma non si può dimenticare che non abbiamo in questo Parlamento i numeri per far diventare legge tutte le nostre proposte»; e «Dobbiamo fermare la crisi finanziaria e questo possiamo farlo solo integrando la politica e l’economica dell’Europa: occorre un cambio di passo importante perché dobbiamo combattere per una diversa visione dell’Europa, occorre che l’Unione trovi una voce assertiva nei confronti dei mercati», subito seguito dal “ma anche” «Noi garantiamo l’azione del governo con piena e leale convinzione: ci siamo assunti la responsabilità di una mediazione molto difficile nel paese e non verremo meno al nostro impegno». E non dico un corso di comunicazione, ché le iscrizioni a parteciparvi sono chiuse dal 2007. Ci vorrebbe un ingaggio da parte di Beppe Caschetto, altrimenti si finisce come quell’altro personaggio là, il comico che, senza più il Silvio in circolazione, cosa vuoi che abbia da dire ancora.