Da un amico in vacanza alle Eolie mi è arrivato questo messaggio: «C’è qui Lidia Ravera che blatera su artisti e dischi di vinile. E anche “assessori alla cultura”». E ho pensato che sta tutto lì, nei cicli che eternamente ritornano, nei congressi che «mi si nota di più se lo faccio o se non lo faccio?», nei pur comprensibili dalemismi per cui «si vota solo quando lo decido io», nei rigurgiti di femminismo che diventano Se non ora quando per il tempo di una collezione Birkenstock primavera/estate, nei transfughi da un Rutelli all’altro che si fanno intervistare come le starlette sui rotocalchi, nei «massì, lasciamo fare ai tecnici finché ci sono, ché a Capalbio è già cominciata la stagione», perché tanto è estate, la gente è stufa, non si accorge di niente, non c’ha né voglia né tempo, neanche per l’antipolitica.
È un mio pallino, lo so, ma lo ripeto: con questa gente uscita da Ferie d’agosto non vinceremo mai.