Se da una parte c’è The Queen – poche ore nella vita di voi sapete chi per raccontare in realtà il potere tutto, la tradizione contro la modernità, il conservatorismo contro [d'accordo, mi fermo, o sembro uno di quei critici con gli occhiali e il maglione color senape che si vedono alle anteprime] – dicevo, se da una parte c’è The Queen, da quella precisamente opposta c’è The Iron Lady, bigino Evita-meets-Potiche su cinquant’anni (e più) di vita e politica thatcheriana, raccontati come un memoir dell’ex primo ministro ormai vagamente alzheimerata (poi chi: Bush Senior incontinente? Kohl diabetico? Gorbaciov che raccoglie i buoni sconto del supermercato?). Il punto è che ci ha rovinati la retorica sulla Casta. Perciò, se biopic di Personalità Politica dev’essere, che sia il più possibile della serie “uno di noi”; non il racconto della Grande Statista che è o non è stata, ma della massaia che sa quanto costa un panetto di burro e guarda la cartina delle Falkland con la sperdutezza di una donna che tenta un parcheggio difficile. Alla fine, più che una sceneggiatura su Vita Di Personalità Politico Del Secolo Scorso, un’intervista di Zincone. (Che poi, nota a margine, al confronto Il Divo era un film recitato bene. Perché va bene che «Ah, la Scuola Inglese!», ma a volte avrebbero da prendere lezione dai Legnanesi.)
1 febbraio 2012 alle 9:45 pm
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