Più del vano domandarmi chi mai vorrebbe salutare l’Isola del Giglio dal ponte di una nave in pieno gennaio, più dei servizi dei tiggì di prima serata con commenti musicali che manco Apocalypto, più di Brunone Vespa che dopo anni di plastici di villette minimizza (parafraso) «Sì, va bene che anche un solo morto fa una traggèdia, ma in fondo mica è così immane, eddai, suvvia, siamo seri», più di tutto mi resta l’eco del commento di un’amica mia, a questa tre giorni in cui la parola naufraghi s’è smarcata dall’Isola dei Famosi: «Che poi, vorrei proprio sapere quanti di questi che gridano allo scandalo sarebbero rimasti sulla nave a fare gli eroi patri. Che poi, prima i militari tutti fascisti, adesso di colpo tutti a fare quelli che ah, il codice d’onore.».