Dopo che a Sanremo passò L’Eutanasia by Povia, ricordo che con tutti i membri del mio assai snob gruppo d’ascolto mi guardai dritto negli occhi, in cerca di risposte. Stabilito che tutto sommato la canzone era pro Eluana (permettetemi di semplificare, per favore), ci fu prima incredulità, poi sollievo, quindi, senza vergogna alcuna, un entusiastico alzare di palette con dei gran sette, e otto, e nove. E niente, pensavo che – in quanto a bioetica – l’imbarazzo di assegnare a quel tamarro schifoso una media così alta sarebbe rimasto giustamente un gesto unico e insano, che non si sarebbe mai più ripetuto in futuro. Volevo guardare dritto negli occhi e ringraziare certi membri della nostra opposizione tutta, che oggi mi consente invece di alzare una bella paletta per – lo sto per dire – quell’altro tamarro schifoso di nome Galan.
14 luglio 2011 alle 1:39 pm
Sottoscrivo tutto quello che ha detto Galan. E non avrei mai pensato di farlo.
16 luglio 2011 alle 11:21 am
Grosso laic, a occhi umidi di lacrime rabbiose.