Quella che segue è la cronaca imperfetta, via miei status su Facebook, delle nozze reali(ty). Si consiglia la lettura a un pubblico adulto, o che quantomeno non abbia caragnato ai funerali di Lady D. Al-Fayed.
In chiesa ci sono gli alberelli, fa tanto Salone del Mobile.
Inglesi, non vi vedo convinti, ma che razza di sudditi siete.
Arrivano quelli con l’invito solo per la torta. Poveretti, con tutte quelle telecamere addosso.
Comunque c’è più gente in strada al mercato di via Macedonio Melloni.
Kate, fai ancora in tempo: scappa con Mr. Bean. È lui l’uomo per te, io lo so.
Victoria Beckham: «Non è male questa chiesa, è un sacco vecchia, potremmo trasferirci qui visto che col Castello Sforzesco ci è andata male.»
Una faccia più da pirla di quella di John Major credo non sia mai esistita, dico nella Storia.
Samantha Cameron con i brillocchi in testa. Tuttalavita le catenine da cesso del Silvio nostro.
Unuomochiamatocavallo è agitato, me l’ha detto quello che gli ha dato la biada stamane.
Harry è un adorabile cazzone pure bardato da best man.
C’è un Cesare Ragazzi in sala?
Dai Camillona, dacci dentro con le pinte.
Togliti tutto quel pizzo, Kate. Vieni qua e facciamo a chi piscia più lungo, dai.
Harry, sei un grandissimo cazzone, dai stasera molla i matusa e facciamoci il giro dei peggiori bar di Caracas.
Quella palincula di Kate si guarda attorno e dice: «Cazzo ce l’ho fatta cazzo.»
Lo vedi, Kate? Ti stai già annoiando. Dai smettila di fare la principessa e vieni qui che andiamo a fare le sgommate.
Tra gli alberi e le patacche da zarri pare di essere in Corso Garibaldi, più che a Westminster.
Dai andate sul balcone a fare un po’ di hanky panky.
Kate mi fa una Pippa.
Harry e Pippa sposi subito. Dai ora. C’avete anche i vestiti. Doppio matrimonio, come i cinesi.
Kate, William, adesso potete andare. Vi capisco. È quella che si dice una giornatasbattimento.




