Peter Morgan, chieracostui, è per capirci quello che ha scritto il sommo The Queen. Dopo, ha firmato vari copioni, belli (Frost/Nixon, aiutatemi a dire sottovalutato) e meno belli (L’altra donna del re), ma insomma è rimasto un figo, e ora torna a quel grandissimo film, stavolta però senza Helen Mirren e Stephen Frears, che è come dire Eva contro Eva senza Davis e Mankiewicz, giusto per dire la prima cosa che mi è venuta in mente. Negli Usa e in Inghilterra è passato in tv mesi fa (Hbo e Bbc), da noi arriva in sala a dicembre, m’immagino doppiato come. Ancora Tony Blair (il solito Michael Sheen, abbonato al ruolo), ma stavolta alle prese con Bill Clinton (Dennis Quaid, un po’ bagaglinesco). Titolo The Special Relationship, che esiste nel gergo politico ma vale di più, che sorpresa, in senso figurato (da noi sarà I due presidenti, senza considerare che uno dei due è detto Primo Ministro, ma cosa pretendere). Alla fine, tra casini vari – vedi alle voci Milošević e Lewinsky – è ovvio che quello che crede davvero all’amicizia è Bill, mentre per l’altro era pura strategia politica, e su Bill, non dirmi che ci sei cascato davvero. Ragazzone simpatico quel Tony, casa-e-famiglia, golfini colorati, furbacchione il giusto, acclamato dalle folle, pronto a rispondere con un freddo «Mr President» a un tenero «noi che siamo amici, vero che siamo amici?», fino a scherzare con Bush, se è il caso. Non lo dico io, sennò quelli del New Labour vengono a prendermi a casa. Ma so che anche voi l’avete pensato. Che quel figo di Peter Morgan dovrebbe andare a Firenze, a buttar giù appunti per un futuro biopic su Matteo Renzi.