Cose turche/2

I dervisci rotanti che canta Battiato sono un’esperienza molto più massacrante che mistica. Come finire in un covo di ciellini nell’Alta Brianza, con la differenza che qui non ci sono appalti di mezzo. Dicono le sagge (?) guide: è una cosa da fare assolutamente, e da fare solo con Les Arts Turcs, agenzia con gli uffici (parola grossa) che affacciano su Santa Sofia e che ti manda alle cerimonie vere (parola grossa/2). In realtà è solo per dire che l’accordo si è così svolto. Il nostro agente, a proposito dello scacchiere internazionale: «A me non interessa quello che dice il governo italiano o francese, o tutta l’Europa. Il mondo è cambiato. Le potenze sono cambiate. Io lavoro con i paesi che hanno il petrolio. E sto imparando il russo.» Il nostro agente, a proposito degli italiani: «Qui da me viene sempre Jovanotti… (ndr: me l’hanno detto anche in un albergo in Mali; o tutti millantano, o io e Lorenzo facciamo gli stessi viaggi, con esiti differenti). Gli ho detto: “Jovanotti…?! Ramazzotti!”, e lui mi ha guardato male. Poi ho capito che voleva davvero vedere i dervisci. Che è un italiano vero. Un uomo che cerca la verità.»

A Istanbul ti chiedono sempre di Berlusconi. A Istanbul ti vogliono vendere le miniature-ricordo delle moschee. Hanno moltissime guglie, pardon minareti.

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