Sui giornali italiani, l’unico argomento che può fare concorrenza al povero Michael Jackson è il Pd. Del resto, tra i due si scoprono elementi incredibilmente comuni. Ogni giorno c’è un “terzo” pronto a dire la sua. E ogni giorno spunta qualcuno che vuole mettere le mani sull’eredità (obbligatoria la lettura figurata), nonostante la posta in gioco sia squassata dai debiti (anche qui vale l’ultima parentesi). In entrambi i casi si parla di testamenti (biologico quello del Pd, che pensa come possibile terzo uomo a Ignazio Marino). Ed entrambi hanno come scenario una specie di Neverland. Perché il Pd, che continua a parlare troppo di se stesso e poco di questo Paese, rischia di restare per molti (troppi? tutti?) il partito-che-non-c’è, e lo stesso vale per il suo segretario. E invece bisogna costruirlo, prima che – come Jacko – diventi il simulacro di se stesso. Comunque, io voglio un segretario che sappia fare la moonwalk.
30 Giugno 2009 alle 12:32 pm
Caro Mattia
Sei lucido come sempre. Per il Pd siamo in attesa. I congressi servono per chiarirsi le idee e spero che chi di dovere se le chiarisca e anche in fretta. L’idea di un terzo uomo mi piace ma se è Chiamparino che ha 61 anni, beh mi viene qualche dubbio anche prima vorrei ascoltare che cos’ha da dire. Le deivisioni sono nette e forti e la posta in gioco più alta di quello che sembra. Il rinnovamento ci vuole; lo vuole la gente comune ma i vertici del partito, non so. Comunque, in questo marasma, credo che andrò a tesserarmi.
Ciao
Stefano