Tre amici con cui chiacchieravo ieri sera mi hanno detto che alle Europee con tutta probabilità non (ri)voteranno Pd. Uno dice che forse sceglierà i Comunisti, «per dare un voto di protesta e di sinistra» (eh già). Un altro si orienterà probabilmente su Di Pietro, «l’unico pagato per fare opposizione vera e capace di farla». Il terzo non sa ancora che fare, ma difficilmente voterà una forza che «non ha avuto una posizione su niente, non sa rappresentare il Paese e le sue priorità: perché Franceschini parla dell’emergenza licenziamenti tra gli assunti, che ormai sono pochi eletti, e non si occupa seriamente del macro-problema del precariato?». È la “generazione rimossa” che non trova rappresentazione e rappresentanza nella politica, e in fondo ha ragione. Quel che ho risposto io lo leggete da tempo su queste pagine virtuali. La speranza è che si possa ripartire, e che lo si faccia da una parola: contemporaneità. Quella che – agli occhi di sempre più persone – i nostri leader e i loro programmi hanno dimenticato da un pezzo. Gli amici di cui sopra si riconosceranno però in una battuta di Generazione mille euro, film intelligente con (molta) leggerezza uscito nel weekend: «Siamo la prima generazione più povera di quella precedente e la nostra risposta qual è? Mangiare sushi».
PS: Stasera presentazione de L’amore ai tempi di Facebook a Firenze con un democratico contemporaneo: Matteo Renzi. Segue inaugurazione del suo comitato elettorale. Forse si può fare, da qualche parte, ancora.
27 Aprile 2009 alle 11:41 am
anch’io voterò i comunisti, sono contenta che siano tornati con una lista alle europee…
poi uno osserva anche cosa fa questa generazione giovane dell’unica sinistra che ci è rimasta in parlamento, così fiduciosa nelle proprie capacità, e fin qui tutto bene, ma anche fiduciosi del potere attuare tali capacità…e su questo ho dei dubbi…
27 Aprile 2009 alle 11:44 am
A Solbiate Olona si può fare!
27 Aprile 2009 alle 4:20 pm
Un ottimismo contagioso, il tuo. (Dico davvero, e aggiungo: ho sempre odiato il voto di protesta).
27 Aprile 2009 alle 6:20 pm
io torno dall-inghilterra e invece, per la prima volta, votero’ pd.
se e’ vero che di pietro sta facendo un opposizione a berlusconi, cosi’ come il pd non riesce a fare, e’ vero anche che di pietro e l-italia dei valori non sono capaci di costruire una alternativa. e sinceramente, fare opposizione senza se e senza ma, non pensando al problema Paese nella sua interezza, non puo’ essere la soluzione.
aspetto, e credo, che questa crisi economica, molto piu’ sentita qua nel regno unito che in italia, riporti finalmente la gente alla politica. e mi stupisco, giorno dopo giorno, che nel pd ci siano ancora persone con del sale in zucca capaci di lavorare tra e per le persone, che prima o poi si renderanno conto del fatto che la soluzione non puo’ arrivare ne’ con le veline di berlusconi, ne’ con la demagogia della lega. il messaggio da far passare alla gente assuefatta di reality show e finti telegiornali secondo me e’ molto semplice:
perche’ far studiare i propri figli, cercare il medico piu’ bravo, l’ingegnere piu’ capace, lo specialista navigato per poi votare e leggere dei vuoti a rendere che non hanno competenze se non quella di accontentare il capo?
28 Aprile 2009 alle 1:29 pm
Cavolo, la cosa del sushi è spaventosa… è troppo vero!!!
baci e al prossimo pranzo da Shiro
4 Maggio 2009 alle 10:20 pm
troppo leggero davvero, generazione mille euro…delusione…commediola..alla moccia solo con una finta introspezione in più…l’unica cosa bella del film è milano…questo è un tutto dire.
comunque a me mi ha fatto venire nostalgia di milano, della città di notte…dei grattacieli chiusi sul cavalcavia bussa…del cavalcavia bussa e del suo romanticismo abbandonato…