C’era un’aria calda, a Piombino (metaforicamente parlando, perché il cielo era nuvolo). Tre giorni per ricominciare? Forse. Affidiamo ai soldatini di Piombino – si perdonino tutte le declinazioni possibili della battuta – il rilancio del progetto democratico. Dare una rappresentazione reale del Paese, e una nuova rappresentanza nel Partito (e, si spera, un giorno anche nelle istituzioni). «Noi partiamo dalla persona»: lo diceva la sempre brava Marta a proposito di economia (lei parlava a ragione di una nuova “economia dell’integrazione”), uno dei temi su cui si è discusso. Ma vale un po’ per tutto quello di cui si è parlato, dai diritti civili al senso di una nuova cittadinanza, fino alle pratiche comunicative nei confronti dei singoli elettori. Su scala democratica nazionale, partire dalle persone vuol dire ridare sovranità ai circoli, andare a caccia di talenti nei territori (tu chiamala se vuoi “organizzazione”), alcuni di loro erano proprio lì, a Piombino, con tanta voglia di partecipare a questa “fase due” (o forse “uno”?). Due giorni belli e importanti, per usare gli aggettivi semplici che anche la politica dovrebbe recuperare. I prossimi saranno anni di Piombino?
20 aprile 2009 alle 8:37 am
farò uno sforzo per leggere i contenuti e le proposte uscite da Piombino, senza guardare al nome di chi le ha prodotte. anche se, per fortuna, faccio politica solo a livello locale. (dare sovranità ai circoli, splendido; lo dico da un pezzo. anche se prima dovrebbero esistere)
20 aprile 2009 alle 10:23 am
Dare molta sovranità ai Circoli. Dalle mie parti, in Provincia di Varese, credo che siano l’unica speranza.
20 aprile 2009 alle 10:24 am
bella l’immagine di marta: “Tra le acque di Riotorto, davanti a una piscina vuota, tra cartelle stampa e gadget lussuosi, hostess e stewart griffati…” la piscina vuota ok, l’importante e che il bicchiere sia mezzo pieno oltre che mezzo vuoto…vorrei condividere le tue speranze…proprio da voi ci vogliono che le possibilità di trovarvi lì dove si può cambiare l’avete forse veramente…anche se tra molto molti anni…
beh, il mare un po’ grigio (d’inverno) è sempre portatore di malinconie e di speranze insieme…
20 aprile 2009 alle 2:48 pm
@betta
ovviamente si trattava di un gioco. Sono molto contenta di piombino, solo non vorrei si creassero troppe aspettative prima che noi si sia riusciti a produrre del materiale che possa essere discusso, implementato e portato in giro
21 aprile 2009 alle 10:59 am
[...] Meo, Costa, Sofri, Carzaniga, Civati… [...]
21 aprile 2009 alle 11:05 am
ma già ieri con pippo in facebok ci siamo scambiati molte opinioni non creiamo un fronte di rottura generazionale ma coaguliamo le forze e le energie positive del nostro partito da 0 a 99 anni e poi l’11 a roma ci vedremo per approfondire di più come la questione voragine evasione fiscale e Industria del turismo…
ciao mattia
21 aprile 2009 alle 11:51 am
arrivo a questo post tramite una segnalazione su Facebook.
Sto cercando di sapere e di FARE, ma non è tanto semplice. Spero in futuro di essere fra quei talenti di cui tu parli, o magari di lavorare al loro fianco. E’ bello e confortante sapere che qualcosa si sta muovendo, il coro che viene dai circoli, ma anche da tanti simpatizzanti o non tesserati, è davvero una marea montante. Tanta insoddisfazione ha bisogno di essere ascoltata ed incanalata in modo onesto e proficuo. Possibile che “lassù” ancora non se ne siano resi conto???Ciao e grazie
21 aprile 2009 alle 2:40 pm
Sono un tesserato al circolo PD di Brugherio (MB) ed ho letto con piacere, sull’Unità di ieri, l’articolo riguardante la riunione svoltasi a Piombino: finalmente nel partito si muove qualcosa di interessante: sì sono daccordo sul fatto di dare ai quarantenni ( o Contemporanei come afferma Scalfarotto) le redini del partito perchè forse così potremmo dare un’energia nuova e positiva con proposte politiche interessanti da poter contrastare con efficacia il Berlusconismo e la destra. Penso che solo con delle vere novità possiamo attrarre nuovi simpatizzanti.
Ciao Carlo
21 aprile 2009 alle 3:06 pm
molto molto d’accordo con l’accento sulle persone, noi partiamo dalle persone funziona, si capisce, può diventare la chiave di tutto il lavoro.