È la battuta-cult di Ultimatum alla Terra, storia di un alieno dalle sembianze umane (e di nome Klaatu) che giunge via disco volante sul pianeta Terra per dire agli uomini che se non la smettono di governare dando ascolto alla violenza e alla paura la loro fine sarà imminente. Un film con tutta l’ingenuità della fantascienza anni ‘50 (è del ‘51) che per certi versi sembra girato ieri. «Non mi piace quando le persone sostituiscono la paura alla ragione» confessa Klaatu. E poi – cinquant’anni prima di Kyoto (su cui per altro stiamo andando benissimo) – si sente parlare di rischio del nucleare, di emergenza ambientale, pure di integrazione. E c’è anche una battuta che ci riguarda: «Non mi fido di quello che faranno ipolitici con quell’alieno. Quelli non sono uomini: sono democratici». Atteso per Natale il remake del film, con Keanu (Reeves) nella parte di Klaatu. Nel frattempo usciamo e ripetiamo la formula anti-apocalisse: Klaatu barada nikto. Magari qualcosa cambia.